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Il sottosegretario all'Editoria Alberto Barachini (Foto: ImagoEconomica/Fnsi)
Iniziative 21 Ott 2026

A Roma convegno sul diritto di sapere. Barachini: «Il finanziamento pubblico all’informazione fondamentale per il pluralismo»

Il sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria ha partecipato all’appuntamento "Articolo 21: il diritto di sapere. Stampa, libri, radio e Tv uniti nel garantire informazione e cultura ai cittadini". Il presidente di Confindustria Radio Tv, Antonio Marano: «In ogni piattaforma, in ogni algoritmo, manca la responsabilità editoriale. Noi broadcaster sappiamo che cosa significa operare dentro un sistema di regole. E sappiamo che le regole hanno senso solo se valgono per tutti».

Un convegno per «ribadire il ruolo dell’industria editoriale come presidio dell’Articolo 21 della Costituzione e del diritto dei cittadini a essere informati». È quello che si è svolto a Roma mercoledì 21 ottobre 2026, dal titolo "Articolo 21: il diritto di sapere. Stampa, libri, radio e Tv uniti nel garantire informazione e cultura ai cittadini", promosso da Confindustria Radio Tv, Aie e Fieg.

Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Tv, ha sottolineato: «Chi manda in onda un programma, chi stampa un giornale, chi pubblica un libro svolge una sola funzione. Investire. Rischiare. Scegliere. Verificare. E rispondere, con il proprio nome, di ciò che si è detto. È questo che manca in ogni piattaforma, in ogni algoritmo: la responsabilità editoriale. Noi broadcaster sappiamo che cosa significa operare dentro un sistema di regole. E sappiamo – ha concluso - che le regole hanno senso solo se valgono per tutti».

All’evento ha partecipato anche il sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini: «Si parla molto nel nostro Paese di accordi con le banche e con le società energivore, ma io penso che si debba parlare anche di accordi con gli Over The Top. Purtroppo la fatturazione avviene all'estero, ma possiamo fare accordi a sostegno del sistema editoriale. Con queste società occorre superare la logica della multa o dei divieti e operare per la corresponsabilità».

Barachini ha poi menzionato la nascita del «primo fondo di cinque miliardi e mezzo dedicato anche alle news, che costituisce la prima iniziativa europea di tale portata, perché per le news finora ci sono stati solo bandi sporadici». Il sottosegretario ha sottolineato che «quando andavamo ai primi incontri europei e parlavamo del sostegno pubblico all'informazione venivamo guardati qualche anno fa con un po' di sufficienza, perché pensavano al sostegno pubblico a un settore privato. Oggi Germania e Francia e non solo ci chiedono come operiamo a tutela del pluralismo tramite il sostegno pubblico. Io lo difendo – ha concluso Barachini - l'ho difeso dal primo giorno dell'insediamento il sostegno pubblico, perché non è un sostegno a un settore privato, ma alla democrazia e al racconto democratico». (anc)

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