«La Fnsi non è antisemita. Non lo è mai stata e mai lo sarà. Non può essere considerato antisemitismo criticare le azioni dell'attuale governo: vogliamo ricordare in questo frangente le decine di giornalisti e reporter uccisi durante l'attacco a Gaza. Giornalisti, non terroristi. La Fnsi vuole continuare a poter protestare e ricordare queste vittime di una violenza gratuita, senza essere tacciata di antisemitismo». Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, replica così alle affermazioni del presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi, che, domenica 6 settembre 2026, ha criticato la posizione del sindacato dei giornalisti sul ddl Antisemitismo e la manifestazione organizzata il 9 settembre a Montecitorio.
«Non possono essere accettate le accuse di antisemitismo e fare paragoni con questioni che non c'entrano assolutamente nulla - aggiunge Costante - Avrebbero fatto meglio i proponenti del ddl Antisemitismo a riferirsi alla dichiarazione di Gerusalemme e non alla dichiarazione Ihra che fa coincidere 7 dei suoi 11 esempi di antisemitismo con le critiche allo stato di Israele».
Al fianco della Fnsi si schiera la Rete #NoBavaglio, che esprime «solidarietà piena e determinata alla Federazione nazionale della Stampa italiana, destinataria - si legge in una nota - di un attacco ingiusto e allarmante da parte del presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi. Le accuse rivolte alla Fnsi secondo cui la mobilitazione contro il ddl Antisemitismo 'legittimerebbe la violenza contro gli ebrei', sono affermazioni gravissime, prive di fondamento e pericolose per il dibattito democratico».
Inoltre, «attribuire a chi difende la libertà di informazione una responsabilità indiretta rispetto ad atti di odio è una distorsione che non aiuta la lotta all’antisemitismo: la indebolisce, la confonde, la espone a strumentalizzazioni», rimarcano le giornaliste e i giornalisti della Rete, che rilanciano: «Il 9 settembre, in piazza a Montecitorio, ci sarà una comunità larga, plurale e democratica», sarà «una piazza composta da realtà che da sempre praticano concretamente la lotta all’antisemitismo, al nazismo, al fascismo, al razzismo, all’intolleranza e a ogni forma di discriminazione», una piazza che «interpreta e mette in pratica i principi della Costituzione, difendendo la libertà di informazione come presidio essenziale contro ogni odio identitario».
Nel respingere «con fermezza la narrazione che vorrebbe dipingere la mobilitazione del 9 settembre come un atto ostile verso gli ebrei», la Rete #NoBavaglio ricorda che «insieme alla Fnsi e a oltre 200 organizzazioni, ha chiesto che l'Italia adotti la Dichiarazione di Gerusalemme sull'antisemitismo, elaborata da esperti internazionali, che distingue con chiarezza l'odio antiebraico dalla critica politica verso il governo di Israele».
E conclude: «L'informazione deve restare libera e al servizio dei cittadini, affinché possano essere correttamente informati su ciò che accade nel mondo, senza censure né intimidazioni. La libertà di critica e di informazione è una garanzia per tutte e tutti, minoranze comprese. La lotta all'antisemitismo ci riguarda. La difesa della libertà di stampa ci riguarda. Nessuna delle due può essere usata per indebolire l'altra». (mf)