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Un momento della conferenza in Fnsi
Da sinistra: Ortoleva, Nuccio, Leone e Costante (Foto: ImagoEconomica)
Iniziative 30 Set 2026

Stragi Falcone e Borsellino, riparte dalla Fnsi l'appello per il diritto alla verità

Nel giro di pochi mesi, da quando a maggio 2026 33 cronisti siciliani hanno rivolto una lettera aperta al presidente Mattarella, le adesioni sono più che raddoppiate. Le ragioni dei promotori illustrate in sala Tobagi il 30 settembre alla presenza della segretaria generale Alessandra Costante.

Vagliare tutte le possibili piste e non limitare le indagini al solo rapporto 'mafia-appalti', per fare luce sulla stagione delle stragi di mafia, e in particolare su quanto avvenne a Capaci e via D'Amelio nel 1992, e garantire così ai cittadini il diritto alla verità. Questo l'appello rilanciato mercoledì 30 settembre 2026 nella sede della Fnsi, dopo la prima presentazione a Palermo della lettera aperta sottoscritta da 33 cronisti siciliani e indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla presidenza della Commissione Antimafia lo scorso maggio.

Un appello sintetizzato nel messaggio di Alfredo Morvillo, fratello di Francesca Morvillo e cognato di Giovanni Falcone, proiettato in apertura della conferenza. «La verità giudiziaria - ha evidenziato - è quella venuta fuori nei procedimenti ben noti. Ma da alcuni spunti processuali, da alcuni spunti investigativi è lecito ritenere che ci sia anche dell'altro che fino a questo momento non è stato possibile accertare nelle dovute sedi giudiziarie in quanto certamente c'è qualcuno che sa e non parla».

Di conseguenza, «ritengo sia dovere della Commissione parlamentare Antimafia approfondire qualunque ipotesi investigativa, qualunque elemento investigativo che possa portare ad altre responsabilità», ha concluso Morvillo.

«La Federazione nazionale della Stampa italiana è orgogliosa di ospitare questa iniziativa», ha esordito la segretaria generale Fnsi Alessandra Costante introducendo i lavori. «I giornalisti - ha aggiunto - hanno pagato un altissimo tributo di sangue con 9 cronisti assassinati dalla mafia in Sicilia per via del loro lavoro, per il loro impegno a fare chiarezza sulle vicende più oscure del nostro Paese. L'appello alla verità promosso dai colleghi siciliani raccoglie anche la loro eredità. Quella per la verità deve essere una battaglia di tutti i giornalisti. Abbiamo l'obbligo morale di chiedere chiarezza».

Per Stefano Ferrante, segretario dell'Associazione Stampa Romana, «questa iniziativa è importante perché rivendica il ruolo dei giornalisti nella democrazia e per la democrazia. Credo che fare sindacato - ha proseguito - sia anche sostenere iniziative come questa».

Moderati sa Franco Nuccio e Roberto Leone, vicesegretario di Assostampa Sicilia, alla conferenza hanno partecipato, fra gli altri, Antonio Ortoleva, fra i promotori dell'appello; Emilio Ricci, vicepresidente dell'Anpi; l'avvocato Armando Sorrentino; la presidente dell'associazione Memoria e Futuro di Palermo, Adriana Laudani; Giovanni Gioia, responsabile per la legalità della Cgil Roma e Lazio; i giornalisti Enrico Bellavia, Alessandra Ziniti, Stefania Limiti, Attilio Bolzoni, solo per citarne alcuni; Paolo Serventi Longhi, presidente Ungp; Lazzaro Pappagallo, componente della giunta esecutiva Fnsi, alcuni dei firmatari della lettera-appello, che nel frattempo sono più che raddoppiati coinvolgendo colleghi di tutta Italia. «E la mobilitazione - hanno assicurato Leone, Nuccio e Ortoleva - continua». (mf)

@fnsisocial

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