Nel mondo ci sono oltre 3.800 siti di informazione generati dall'intelligenza artificiale, più della metà è in lingua inglese. I domini italiani rappresentano il 10% del totale. Oltre a diffondere disinformazione sottraggono ricavi pubblicitari ai media. Sono i dati contenuti nell'ultima analisi di NewsGuard, la piattaforma che monitora la disinformazione online, visionata in anteprima dall'Ansa sabato 18 luglio 2026.
Il report arriva pochi giorni dopo le iniziative intraprese dal sottosegretario all'Editoria e all'informazione Alberto Barachini e della Federazione nazionale della Stampa italiana nei confronti della testata We-News, interamente generata dall'IA.
Il monitoraggio riguarda le cosiddette 'content farm IA', cioè siti web in cui una parte significativa dei contenuti è prodotta con l'intelligenza artificiale e che non adottano alcuna trasparenza sull'utilizzo che ne viene fatto e che, spesso, sembrano avere un livello di supervisione editoriale limitato o del tutto assente sui contenuti pubblicati.
Siti che oltre a utilizzare l'intelligenza artificiale per produrre una percentuale significativa dei propri contenuti, non lo rivelano adeguatamente ai lettori e, a volte, adottano persino strategie per dissimulare la loro natura e presentarsi come siti di news tradizionali.
Secondo NewsGuard, al 16 luglio 2026 sono stati identificati un totale di 3.859 'content farm IA' (nel 2024 erano 700) in 30 lingue. Le principali rappresentate nel database sono inglese, italiano, francese e tedesco. Più della metà dei siti identificati (il 55%) è in lingua inglese. I domini italiani e francesi rappresentano ciascuno il 10% del totale, quelli tedeschi sono il 4%.
«I finti siti di notizie generati dall'IA continuano a proliferare a ritmi allarmanti, inquinando il nostro ecosistema informativo con affermazioni false e propaganda e sottraendo di fatto entrate pubblicitarie ai media legittimi, il cui modello di business è già a rischio», afferma Dimitris Dimitriadis, direttore Ricerca e Sviluppo di NewsGuard. (mf)