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Un momento del servizio di Daniela Lombardi (Foto: streaming da rainews.it)
La polemica 04 Mag 2023

Molise, il Cdr della Tgr Rai: «Nessun giornalista potrà  mai accettare l'invito alla censura»

I redattori del servizio pubblico replicano al collega Roberto Colella, che aveva criticato un servizio con un post su Facebook dal titolo 'La Rai Molise e i suoi servizi da censurare'. «Parole gravi e inaccettabili», lamentano. Il cronista: «Nessuno vuole censurare la Rai, ma c'è stata cattiva informazione».

«Il lavoro del giornalista si nutre delle critiche, da qualunque parte provengano. Se ci sono inesattezze rispetto ai fatti si procede con la rettifica. Ma nessun giornalista potrà mai accettare l'invito alla censura, come si legge nel titolo del post di Roberto Colella, sul suo profilo Facebook di lunedì 1° maggio: "La Rai Molise e i suoi servizi da censurare"». Lo afferma, in una nota, il Comitato di redazione della Tgr Rai di Campobasso.

«Parole gravi e inaccettabili, l'articolo 21 della Costituzione tutela la stampa da ogni censura, che il Cdr della Tgr Molise rigetta, esprimendo la propria piena solidarietà alla collega Daniela Lombardi, verso cui queste parole sono state rivolte», proseguono i rappresentanti sindacali.

«Il Cdr – incalzano – le considera ancor più gravi perché espresse da un collega giornalista che sa, tanto più in quanto consigliere nazionale Fnsi, che tra i diritti e i doveri dei giornalisti l'art. 2 L.69/1963 indica espressamente lo spirito di collaborazione tra colleghi. Collaborazione non significa complicità ma neanche attaccare una giornalista che ha riportato, attraverso una intervista, la libera percezione di un cittadino sulla qualità della vita nel comune in cui vive. Libere opinioni tutelate anch'esse dall'articolo 21».

Dopo la pubblicazione del comunicato del Cdr della Tgr Rai Molise, il collega Colella ha voluto precisare il proprio punto di vista, rilevando che «nessuno vuole censurare la Rai, ma entrando nel merito della questione c'è stata cattiva informazione e nessuna rettifica». Il giornalista parte da una frase di Anna Politkovskaja: "Il dovere di un giornalista è raccontare quello che vede". «Io - la sua posizione - sono per la verità dei fatti. La verità si costruisce basandosi sulle fonti, a cominciare da quelle primarie, istituzionali e in questo caso il primo cittadino o qualsiasi altro rappresentante delle istituzioni non è stato minimamente ascoltato».

Ribattendo ai contenuti del servizio, il consigliere nazionale Fnsi ribadisce che su Facebook ha invitato la Rai e l'autrice «a vedere con i propri occhi questa realtà ma nessuno si è presentato e quindi non c'è stato neanche modo di rettificare le numerose inesattezze che hanno indignato non solo l'amministrazione ma tutta la comunità vinchiaturese, tanto da esternare il proprio disappunto sulle pagine social della Tgr Molise con commenti poco edulcoranti. Sono rammaricato per aver usato un termine forte preso dalla rabbia del momento anche se il mio "censurare" è utilizzato come sinonimo di condannare, per fortuna - aggiunge - non siamo in epoca fascista e lungi da me voler contravvenire all'articolo 21. Faccio un passo indietro da certa terminologia ma resto fermo nel condannare il servizio».

In conclusione, scrive Colella, «colgo l'occasione nuovamente per invitare la giornalista e la troupe della Rai a realizzare in tempi stretti un nuovo servizio».

@fnsisocial

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