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Il Sole 24 Ore, la redazione rinnova lo stato di agitazione
Vertenze 02 Apr 2021

Il Sole 24 Ore, la redazione rinnova lo stato di agitazione: «A rischio il futuro». Fnsi: «Inaccettabile attacco dell'azienda al Cdr»

A due settimane dal restyling del cartaceo, i giornalisti denunciano il malessere di questi mesi ricordando gli 'strappi' più o meno recenti e lamentando che «anche il progetto del nuovo giornale è stato, purtroppo, un'opportunità  agitata solo nei comunicati». Dura replica dell'editore. Il sindacato: «Solidarietà  e pieno sostegno ai colleghi. Il tentativo di far passare azioni sindacali legittime per violazioni del contratto di lavoro va respinto».

«Care lettrici e cari lettori, se permettete parliamo ancora di noi. Lo facciamo perché, a poco più di due settimane dall'uscita del nuovo formato cartaceo del Sole 24 Ore, la nostra redazione ha rinnovato il suo stato di agitazione. Una vecchia espressione da gergo sindacale, è vero, ma ha per noi adesso un senso profondo». Così il Comitato di redazione del quotidiano di Confindustria in un comunicato pubblicato anche sul sito web del giornale.

«Un primo, gravissimo strappo – spiegano i giornalisti – c'è stato a inizio gennaio, quando l'azienda ha avviato il percorso che ha portato alla cassa integrazione a zero ore per i nostri colleghi della testata IL. Una ferita ancora aperta, perché da allora nessuno di loro è stato richiamato al lavoro, nonostante le uscite, nel corso delle ultime settimane, di diversi giornalisti dal perimetro del gruppo. Dopo quella vicenda, è arrivato in questi giorni un altro strappo, a rendere ancora più tesi i rapporti nella nostra redazione: il ricorso a trasferimenti di redazione non consensuali. Un comportamento che viola per la prima volta una prassi sindacale per noi antica, posta a tutela delle competenze maturate negli anni dai giornalisti del Sole 24 Ore».

Ma il «malessere» di questi mesi, incalza il Cdr, «va oltre queste vicende. Nasce anche da un direttore che, nel corso di un anno di pandemia e lavoro in emergenza, non ha mai scritto alla sua redazione, per condividere gli ottimi risultati raggiunti con il lavoro di tutti. Risultati che hanno permesso di chiudere l'ultimo bilancio in sostanziale equilibrio e dai quali, finalmente, ci aspettiamo un futuro prossimo che non basi la crescita dei margini e la sostenibilità del conto economico solo sul taglio dei costi».

«Una mancanza di dialogo e un isolamento, quasi ostinatamente ricercati, che hanno prodotto – proseguono i rappresentanti sindacali – un'organizzazione del lavoro sempre più sfilacciata, poco interessata a valorizzare gli sforzi di tutte le aree della redazione, come testimonia un recente giro di promozioni. Seguendo questo filo, la riorganizzazione in chiave digitale è rimasta nell'inchiostro dei piani editoriali, e anche il progetto del nuovo giornale è stato, purtroppo, un'opportunità agitata solo nei comunicati: molto è stato fatto nel rinnovamento della grafica, ma quasi nulla nel rinnovamento dei contenuti».

E così, «ancora una volta – conclude il Comitato di redazione –, non è stata data risposta a una domanda: come consentire alle competenze del Sole 24 Ore di arrivare all'esterno nel modo migliore e contribuire alla crescita di valore e ricavi. Speravamo che il voto di sfiducia al direttore dello scorso novembre potesse essere il segnale che la linea organizzativa ed editoriale andava, almeno in parte, rivista. Tutto, invece, è rimasto fermo, compromettendo l'ambizione di costruire il nostro futuro».

Dura la risposta dell'azienda, che, anticipando di voler proseguire «nell'eludibile percorso di innovazione, sviluppo e sostenibilità economico-finanziaria», ribadisce che «i risultati economici e finanziari si ottengono attraverso lo sviluppo dei ricavi e la decisa riduzione di tutti i costi di funzionamento» e punta il dito contro i giornalisti. «Le battaglie che il Cdr ha intrapreso da qualche mese, tra cui impedire la flessibilità organizzativa e fermare i progetti di sviluppo, appartengono – scrive l'editore – a una vecchia logica e minano la difficile sfida della competitività, contravvengono il contratto di lavoro, impediscono lo sviluppo dei ricavi e la necessaria evoluzione verso il digitale».

Al fianco dei colleghi la Federazione nazionale della Stampa italiana, che esprime solidarietà al Comitato di redazione e ai giornalisti del Sole 24 Ore. «Il tentativo di far passare azioni sindacali legittime per violazioni del contratto nazionale di lavoro, messo in atto dall'azienda in un documento pubblicato sull'edizione odierna del quotidiano, è inaccettabile e va respinto», ribatte il sindacato.

«Il diritto di intraprendere iniziative di protesta – incalza la Fnsi –, dallo stato di agitazione allo sciopero, e l'esercizio delle prerogative sindacali, peraltro con il sostegno del corpo redazionale, sono garantiti dalla Costituzione. A nessuno, tanto meno a Confindustria, può essere consentito di mettere in discussione tali diritti né di provare a far passare iniziative sindacali per violazioni contrattuali. Per questa ragione, il sindacato dei giornalisti, a tutti i livelli, continuerà a seguire da vicino quanto succede al Sole 24 Ore, assicurando pieno sostegno al Comitato di redazione».

@fnsisocial

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