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La locandina dell'appello promosso da Ifj, Fnsi e Pjs
Appelli 02 Mag 2018

Giro d'Italia, appello di Ifj, Fnsi e Sindacato palestinese: «Sia l'occasione per parlare dei giornalisti nei territori occupati»

Il 2017 ha visto un significativo picco nelle violazioni commesse dalle forze israeliane contro la libertà dei media. Per questo, in vista dell'inizio della competizione, i rappresentanti della stampa chiedono che cessino gli attacchi agli operatori dell'informazione.

Le prime tappe del Giro d’Italia 2018 si terranno in Terra santa. I partecipanti e i loro sostenitori potrebbero vederlo solo come un evento sportivo e un mezzo per promuovere l’Italia sulla scena mondiale. «È invece auspicabile che il Giro d’Italia diventi un’opportunità per non far passare inosservata l’occupazione militare dei territori palestinesi e le gravi violazioni dei diritti umani», commentano Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj), Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi) e Palestinian Journalists Syndicate (Pjs), che stanno unendo le forze per sensibilizzare i giornalisti sportivi del Giro d'Italia sugli inarrestabili attacchi contro i loro colleghi palestinesi.

«Tali attacchi – spiega l'appello – includono arresti, interrogatori, detenzioni arbitrarie e aggressioni fisiche che vanno dalle molestie al lancio di granate stordenti, proiettili di gomma e percosse. Questo è stato ampiamente documentato e condannato dai giornalisti, dalle organizzazioni per la libertà di stampa in tutto il mondo oltre che da numerosi cronisti e intellettuali israeliani, e considerato un'evidente violazione degli obblighi internazionali di Israele in materia di diritti umani e diritto internazionale umanitario delle Nazioni Unite».

Il 2017 ha visto un significativo picco nelle violazioni commesse dalle forze israeliane contro la libertà dei media: 909 violazioni hanno avuto luogo durante l’anno, con un aumento del 33% rispetto al 2016; 8 uffici di tre società di media e due stazioni radio sono stati chiusi per ordine militare; 28 giornalisti sono detenuti nelle carceri israeliane di cui cinque in attesa di essere condannati e sei in detenzione amministrativa; Facebook ha chiuso 158 account palestinesi su richiesta israeliana.

I sindacati dei giornalisti italiani e palestinesi e la Federazione internazionale dei giornalisti chiedono che tutto questo si fermi.

PER APPROFONDIRE
In allegato la versione in inglese dell'appello.

@fnsisocial

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