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Adriano Cappellari (Foto: sindacatogiornalistiveneto.it)
Cronaca 07 Ago 2026

Falso attentato, Cappellari ammette le sue responsabilità: «Mi scuso con tutti, pronto a pagare per i miei errori»

L'aspirante giornalista, collaboratore di alcune testate giornalistiche venete, è accusato di aver simulato per mesi di essere vittima di intimidazioni fino a inscenare un attentato incendiario alla propria abitazione a Enego.

Ha ammesso le sue responsabilità e chiesto scusa Adriano Cappellari, aspirante giornalista collaboratore di testate giornalistiche venete, accusato di aver simulato per mesi di essere vittima di intimidazioni fino a inscenare un attentato alla propria abitazione. Lo riferisce l’Adnkronos venerdì 7 agosto 2026.

Comparso in procura a Vicenza dove aveva chiesto di essere sentito, accompagnato dal suo difensore l'avvocato Roberto Rigoni Stern, ha consegnato una lettera. «Sono qui oggi perché sento il dovere di chiedere scusa - scrive Cappellari - Le mie prime parole sono rivolte a tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto, vicinanza e solidarietà in questi giorni. Molti mi hanno creduto, mi hanno difeso e hanno sofferto insieme a me. A tutti loro chiedo sinceramente perdono, perché ho tradito la loro fiducia. Chiedo scusa anche alla mia famiglia, agli amici, alla comunità del mio paese, alle istituzioni, alle forze dell'ordine e a tutti coloro che, a causa del mio comportamento, sono stati coinvolti in una vicenda che non avrei mai dovuto creare».

Cappellari prosegue: «Non cerco giustificazioni. Quello che è accaduto è grave e ne sono pienamente consapevole. Posso solo dire che, durante un periodo segnato da un clima di forte contrapposizione nel mio paese, in coincidenza con la campagna elettorale, mi sono lasciato sopraffare dalle emozioni, dalla paura e da un profondo disagio personale. Ho perso lucidità e ho compiuto un gesto senza rendermi realmente conto delle conseguenze che avrebbe avuto sulla mia vita e su quella di tante altre persone. Oggi sto vivendo un dramma umano che faccio fatica a gestire, anche per la mia giovane età. Ma questo non diminuisce in alcun modo la mia responsabilità. Ho deciso, insieme ai miei difensori, di collaborare pienamente con l'autorità giudiziaria affinché ogni aspetto della vicenda possa essere chiarito nel modo più completo e nel più breve tempo possibile. È una scelta che nasce dal rispetto per la giustizia e dalla volontà di assumermi fino in fondo le responsabilità delle mie azioni».

Cappellari assicura: «Affronterò il percorso che mi attende con senso di responsabilità, accettando le decisioni che verranno assunte. So che dovrò pagare per gli errori che ho commesso ed è giusto che sia così. Vorrei anche trasformare questo errore in un'occasione per fare qualcosa di utile. Per questo ho espresso la mia disponibilità a mettermi al servizio di don Patriciello e delle iniziative che vorrà indicarmi, nella speranza di poter dare un piccolo contributo concreto a favore della legalità e di chi vive situazioni difficili. So bene - conclude - che questo non cancellerà quanto è accaduto, ma desidero che il mio impegno possa rappresentare un primo passo per cercare di riparare, almeno in parte, al danno che ho causato». (anc)

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