In un comunicato diffuso giovedì 3 settembre 2026 il Sindacato giornalisti Veneto e l’Ordine dei giornalisti del Veneto hanno reso noto di aver scritto alle Procure, alle Prefetture e ai vertici delle Forze dell’ordine della regione chiedendo un incontro: «L’obiettivo è aprire una nuova stagione di confronto e gettare le basi per una “alleanza virtuosa” tra istituzioni e informazione, nel rispetto dei differenti ruoli».
Sgv e Odg spiegano che «a far scattare l’iniziativa è quanto accaduto recentemente lungo un’autostrada del Veneto. Un collega di una televisione locale si era recato sul posto per documentare un grave incidente che aveva provocato pesanti ripercussioni sulla viabilità. Il giornalista è stato allontanato con modalità e toni ritenuti inappropriati. Successivamente gli è stato notificato un verbale che prevede una multa pesante, la decurtazione di dieci punti dalla patente e la sospensione della stessa».
Sindacato e Ordine «non contestano il principio del rispetto delle norme. Il Codice della Strada vieta la sosta sulla corsia di emergenza, salvo i casi previsti dalla legge. E la sicurezza deve venire prima di ogni altra considerazione. “Non chiediamo deroghe né privilegi”, chiariscono Sgv e Ordine. Chiedono però che ogni situazione venga valutata nella sua concreta realtà. Il collega non si trovava sul posto per curiosità né per spettacolarizzare una tragedia. Tantomeno per intralciare i soccorsi. Era lì per lavorare e documentare un fatto di evidente interesse pubblico».
Dopo l’accaduto, il Sindacato giornalisti Veneto e il Comitato di redazione dell’emittente «hanno chiesto e ottenuto un incontro con la dirigente competente. Un confronto utile, durante il quale la dirigente ha espresso rammarico per le modalità con cui il collega era stato trattato. Un segnale apprezzato. Ma il verbale resta. E resta soprattutto un episodio che, secondo Sindacato e Ordine, non può essere considerato isolato. Da tempo – evidenziano - viene infatti registrato un clima di crescente difficoltà nell’esercizio del diritto di cronaca».
Nella nota si sottolinea poi che «forze dell’ordine e giornalisti hanno compiti differenti, ma entrambi essenziali in una democrazia. Le prime garantiscono la sicurezza dei cittadini. I secondi esercitano il diritto-dovere di informare, consentendo alla collettività di conoscere fatti di interesse pubblico. Non sono funzioni contrapposte. Possono e devono essere complementari. Quando un cronista viene considerato un intruso soltanto perché sta documentando un fatto, si incrina quel rapporto di fiducia tra istituzioni e informazione che, nella grande maggioranza dei casi, già esiste e costituisce un patrimonio prezioso per l’intera comunità. Da qui la proposta rivolta a Procure, Prefetture e vertici delle Forze dell’ordine del Veneto: incontrarsi e costruire insieme momenti di dialogo e formazione reciproca. Individuare, dove possibile, procedure condivise capaci di conciliare le imprescindibili esigenze di sicurezza e investigative con il pieno esercizio del diritto di cronaca. Prevenire incomprensioni e conflitti prima che si verifichino».
Sindacato e Odg regionali concludono sottolineando che «una democrazia ha bisogno di istituzioni autorevoli, di Forze dell’ordine credibili e di un’informazione libera. Quando sicurezza e libertà di informazione camminano insieme, a vincere sono i cittadini». (anc)