«In attesa degli esiti giudiziari, e mentre non si arrestano uscite improvvide e dichiarazioni sopra le righe, c’è un effetto accertato della bomba esplosa sotto la abitazione di Sigfrido Ranucci: il suo allontanamento dalla conduzione di Report. Al di là dei personalismi e dei comportamenti fuori luogo, la decisione dei vertici Rai, ancora non motivata, non può che apparire come un colpo assestato alla trasmissione, alla redazione, al giornalismo d’inchiesta, paradossalmente alla stessa azienda». Così l’Associazione Stampa Romana in una nota diffusa sabato 29 agosto 2026.
Il sindacato regionale prosegue: «La vicenda dell'ordigno destinato a Ranucci è grave, oscura, sconcertante sotto molti punti di vista ed è stata una ghiotta occasione per chi non tollera il giornalismo che si fa e fa le domande. Ma questo caso riporta in primo piano anche due questioni, annose, che riguardano il Servizio Pubblico: l'urgenza di varare, come previsto dalle norme dell'UE, nuove regole per la nomina degli amministratori per allentare la “presa” sull'azienda delle maggioranze politiche di turno e per garantire autonomia finanziaria della Rai, e la necessità di dotare i programmi della TV pubblica di testate giornalistiche, con propri direttori e la piena agibilità sindacale per i comitati di redazione. Sono questioni che Stampa Romana ha posto da tempo a tutela dei colleghi e del patrimonio professionale, umano e materiale del Servizio pubblico».
Stampa Romana conclude: «È necessario ora vigilare perché in ogni modo sia garantito il futuro e l’autonomia di Report e della sua redazione». (anc)