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Foto: @raiufficiale via Instagram
Rai 28 Ago 2026

Report, nuova conduzione a due con Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi

L'annuncio dell'azienda venerdì 28 agosto 2026: «Scelta che vuole sottolineare un principio preciso: il rafforzamento del giornalismo investigativo attraverso nuove professionalità interne». A Sigfrido Ranucci, attualmente vicedirettore ad personam e conduttore della trasmissione, sottoposte «tre possibili opzioni di ricollocazione professionale». Il giornalista sui social: «Scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia del servizio pubblico». Gli inviati storici di Report: «Decisione irricevibile, pronti ad abbandonare in blocco il programma». Il Cdr Approfondimento: «Ignorati del tutto sia i giornalisti che realizzano il programma da anni sia il Comitato di redazione che li rappresenta». Usigrai: «Report merita rispetto e scelte condivise. La Rai chiarisca».

«La Rai comunica che, a partire dalla prossima stagione, la conduzione di Report sarà affidata a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi risultati vincitori della selezione Rai per giornalisti professionisti. La scelta apre una nuova fase per uno dei programmi più importanti dell'offerta di approfondimento del Servizio Pubblico, attraverso una conduzione a due affidata a due giornalisti selezionati e vincitori del concorso Rai, nel segno della professionalità e dell'esperienza maturata sul campo». Lo scrive la  Rai in una nota diffusa venerdì 28 agosto 2026.

«Giulia Presutti - prosegue l'azienda - è da anni giornalista e inviata di Report. Il suo percorso professionale è fortemente legato al giornalismo  investigativo e alla realizzazione di inchieste su temi di interesse pubblico. Nella selezione Rai è risultata prima classificata, a conferma di un percorso professionale maturato all'interno dell'azienda e nel lavoro quotidiano sul campo».

Daniele Piervincenzi, «ugualmente vincitore del concorso Rai, porta a Report una lunga esperienza nel giornalismo televisivo di inchiesta e di approfondimento. È stato inviato e conduttore di programmi Rai quali Nemo - Nessuno escluso e Popolo Sovrano, lavorando su temi sociali, criminalità, periferie e realtà territoriali. Nel 2017, durante un'inchiesta realizzata per Nemo a Ostia, fu aggredito insieme all'operatore Edoardo Anselmi: un episodio diventato uno dei simboli del giornalismo d'inchiesta sul campo».

Per la Rai, «la scelta di Presutti e Piervincenzi vuole dunque sottolineare un principio preciso: il rafforzamento del giornalismo investigativo Rai attraverso nuove professionalità interne all'azienda, selezionate secondo criteri di merito e competenza». E ancora: « La Rai ritiene che il valore del giornalismo d'inchiesta, da sempre elemento distintivo dell'offerta informativa del Servizio pubblico, risieda nella credibilità e nell'autorevolezza che solo una piena indipendenza editoriale e un'imparzialità rigorosa possono assicurare. Con la nuova conduzione a due di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi vincitori del concorso Rai, l'azienda investe su nuove generazioni di giornalisti d'inchiesta e sul valore informativo di un vero Servizio Pubblico».

Infine, «nell'ambito degli accordi sindacali e delle procedure previste per la gestione dei percorsi professionali - scrive la Rai - l'azienda ha sottoposto a Sigfrido Ranucci tre possibili opzioni di ricollocazione professionale, coerenti con il suo grado e con l'esperienza maturata in Rai, nell'ottica di garantire una continuità professionale adeguata al suo profilo e alle esigenze editoriali e organizzative dell'azienda».

Le tre opzioni che la Rai avrebbe sottoposto a Sigfrido Ranucci, attualmente vicedirettore ad personam, per lasciare la conduzione di Report, sarebbero un incarico a Rainews, o al Tg3, oppure un ufficio di corrispondenza.

In un altro comunicato, l'azienda riferisce che «il direttore Approfondimento Paolo Corsini, ascoltando anche le richieste della redazione, ha indicato come capi autori e punto di riferimento della redazione Bernardo Iovene e Giulio Valesini. Report -  si legge - conferma così la propria vocazione all'inchiesta, all'approfondimento e al racconto dei fenomeni che incidono sulla vita del Paese, nel solco della tradizione editoriale che ha reso il programma uno dei punti di riferimento del giornalismo televisivo italiano».

Proposta rifiutata da Iovene e Valesini, che, come riporta poi l'agenzia Ansa, spiegano: «Nel pomeriggio di oggi al direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini era stata data una disponibilità di massima a collaborare al nuovo corso del programma ma non erano stati comunicati i nomi scelti, che abbiamo appreso solo dalle agenzie».

E la decisione della Rai è «completamente irricevibile» per gli inviati del programma, che in una nota rimarcano: «È inaccettabile per il metodo, dal momento che l'azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report».

Dunque, «dal momento che l'intenzione dell'azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l'integrità della trasmissione, su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la  Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma», concludono.

Mentre il legale di Ranucci, Roberto De Vita, commenta: «La decisione della Rai condanna la vittima di un attentato, Report e l'indipendenza dell'informazione pubblica. Sigfrido Ranucci, per adesso, non condurrà Report ma condurrà la più importante battaglia per la difesa della libertà del giornalismo d'inchiesta, in ogni sede».

Il giornalista affida ai social la sua reazione a caldo. «Sono venuto a conoscenza dall'Ansa - scrive - che la Rai mi ha sospeso dalla conduzione di Report. Il motivo è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioè da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone per aver sollevato 'cunei d'ombra' sul sottoscritto. Il gioco è fatto. Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico. Il mio non è un addio, non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti».

Sulla vicenda interviene quindi il Cdr Approfondimento che, appresa dalle agenzie «la decisione unilaterale da parte dell'azienda di rimuovere Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report», al contempo «apprende della altrettanto unilaterale scelta di spalmare la guida del programma tra due giovani conduttori e due autori». In una nota il Cdr denuncia «il metodo con cui l'editore ha stravolto il principale programma di inchiesta della Rai ignorando del tutto sia i giornalisti che realizzano il programma da anni sia il Comitato di redazione che li rappresenta».

Anche per l'Usigrai, «il marchio Report è un patrimonio della Rai e di chi ci lavora, e merita scelte condivise. Anche per questo - rileva il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico - i vertici Rai non possono liquidare la sostituzione di Ranucci con una riga di comunicato ma devono spiegare i motivi per i quali hanno deciso il suo allontanamento. Chiediamo quindi all'azienda di non venir meno al confronto e all'ascolto con una redazione che va innanzitutto tutelata dagli attacchi di una certa politica, che mira a distruggerne la credibilità perché teme il giornalismo d'inchiesta».

L'Esecutivo Usigrai evidenzia quindi che «serve una scelta condivisa anche per rispettare e tutelare la professionalità e la serenità dei due colleghi oggi indicati dall'azienda per la conduzione. A questo proposito, facciamo notare all'azienda come abbia ben poco da vantarsi sulla selezione interna come ha fatto nella nota diramata alle agenzie. Ricordiamo infatti come in fase di trattativa sindacale sia stata faticosamente ottenuta, e solo dopo ripetute richieste di Usigrai, la previsione di un numero di assunzioni nei programmi. Proprio quelle di cui ora - conclude il sindacato - i vertici Rai fanno un vanto, ma che senza il nostro intervento non avrebbero mai realizzato». (mf)

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