Chi possiede i giornali in Europa? Quanti giornali chiudono in Europa ogni anno? Quanti territori sono ormai deserti informativi, senza più un giornale locale? Perché i grandi gruppi stanno comprando i piccoli giornali, e cosa resta del pluralismo? Sono alcune delle domande a cui si darà risposta nella conferenza stampa di presentazione della risoluzione e della raccomandazione 'Minacce crescenti al pluralismo e all'indipendenza dei media', approvata lo scorso 30 settembre dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, che si svolgerà giovedì 5 novembre 2026 alle 11 nella sala ex Agricoltura della Camera dei deputati.
Si parlerà anche del peso della politica e dei grandi gruppi economici sull'informazione, dei posti di lavoro che sta già togliendo l'intelligenza artificiale alle redazioni, dei motivi per i quali l'Italia è 56esima al mondo per libertà di stampa e prima in Europa per querele bavaglio e delle differenze presenti sul territorio europeo, dove ad esempio in Spagna una piccola città ha ancora tre quotidiani e in Galles una città delle stesse dimensioni non ne ha più nessuno.
All'incontro interverranno Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi; Valentina Grippo, relatrice della risoluzione e della raccomandazione del Consiglio d'Europa, vice presidente della Commissione Cultura della Camera; Carlo Bartoli, presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti; Guido D'Ubaldo, presidente dell'Ordine dei giornalisti del Lazio. (anc)