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Foto: dire.it
Vertenze 02 Set 2026

Agenzia Dire, stipendi in ritardo: giornalisti in stato di agitazione

Il Cdr: «Se il pagamento già scaduto non dovesse essere corrisposto ai lavoratori entro questa settimana, lunedì 7 settembre la redazione sarà in sciopero».

L'assemblea dei giornalisti e delle giornaliste dell'agenzia di stampa Dire proclama lo stato di agitazione consegnando al Comitato di redazione un pacchetto di tre giorni di sciopero. «Il pagamento regolare e puntuale dello stipendio è un diritto di ogni lavoratore sul quale non è più possibile fare passi indietro», denuncia il Cdr in una nota diffusa mercoledì 2 settembre 2026.

I giornalisti e le giornaliste della Dire «esprimono forte preoccupazione per l'assenza di certezze circa la data di pagamento delle retribuzioni, con pesanti ripercussioni su oltre 60 famiglie. Si tratta – incalzano i lavoratori – di una situazione di emergenza che resta irrisolta, nonostante la firma di un accordo tra l'azienda, il Cdr e le organizzazioni sindacali che stabilisce date certe per il versamento degli stipendi».

I giornalisti e le giornaliste della Dire, «pur riconoscendo l'impegno profuso e gli sforzi messi in campo dall'azienda per superare le difficoltà, si sono trovati a fare i conti con un'ulteriore violazione degli impegni assunti con i lavoratori. Sono pertanto pronti – prosegue la nota dei rappresentanti sindacali – a una nuova stagione di mobilitazione qualora non vengano fornite risposte certe e immediate e non vengano garantiti il rispetto dell'accordo e il regolare pagamento delle retribuzioni. Se il pagamento già scaduto non dovesse essere corrisposto ai lavoratori entro questa settimana, lunedì 7 settembre la redazione sarà in sciopero».

All'azienda il Comitato di redazione chiede, infine: risposte immediate circa il pagamento della retribuzione arretrata; chiarimenti circa l'impegno a garantire il regolare e puntuale pagamento dei prossimi stipendi e la contestuale consegna delle relative buste paga; la prosecuzione di un confronto trasparente sulla sostenibilità del percorso di risanamento nel lungo periodo, anche attraverso la convocazione di un tavolo sindacale». (mf)

@fnsisocial

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