«Con una disperata arrampicata sugli specchi, il Nuovo Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo 2026 prova a difendere l’indifendibile. Il risultato è una toppa peggiore del buco. La selezione dell’addetto stampa della manifestazione, infatti, arriva al termine di una procedura lampo, confusa e con alcuni punti da chiarire, su cui, per ragioni di trasparenza, sarebbe auspicabile un approfondimento da parte delle autorità competenti». Così l’Associazione della Stampa di Puglia in una nota diffusa martedì 10 marzo 2026.
«Fin dall’inizio – prosegue il sindacato regionale – l’unica preoccupazione è stata quella di fare presto, come se la selezione fosse un fastidio o potesse rappresentare un intralcio. Nel bando, cui è stata data pochissima pubblicità, è stato fissato un termine di soli 7 giorni per presentare le domande, senza peraltro prevedere né la durata dell’incarico né l’inquadramento economico e giuridico. Questi ultimi due aspetti sono stati specificati, con una nota a parte e senza modificare il bando e senza la riapertura dei termini, soltanto dopo l’intervento dell’Associazione della Stampa».
Quanto alla valutazione delle richieste, «non se ne conoscono i criteri né risulta che nella commissione esaminatrice fosse presente un giornalista, come avviene in tutte le selezioni pubbliche in cui si devono assumere giornalisti. A dire il vero, chi ha effettuato la selezione non si è neanche posto il problema. Chissà perché. Non è chiaro, inoltre, come mai nella graduatoria finale figurino, con tanto di punteggio e riconoscimento di idoneità, persone non iscritte all’Ordine dei giornalisti: come mai chi ha letto le carte non se ne è accorto?», incalza l’Associazione della Stampa di Puglia, che «torna a stigmatizzare l’inopportunità di assegnare l’incarico ad una giornalista pensionata. Non si tratta di mettere in discussione esperienza e competenze acquisite, cosa peraltro mai avvenuta, ma il punto è che la scelta è inaccettabile, oltre che umiliante per quanti, nonostante abbiano titoli e capacità, non hanno un lavoro vero».
Per l’Assostampa, «seguendo il ragionamento del Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo, selezioni e concorsi pubblici in Italia sarebbero vinti a mani basse soltanto dai pensionati che, quanto ad esperienza, non hanno rivali. I soldi pubblici stanziati per i Giochi di Taranto dovrebbero servire per dare opportunità, con procedure di selezione chiare e trasparenti, a chi il lavoro lo cerca, non per fornire un reddito supplementare a chi è in pensione. Spiace – conclude il sindacato dei giornalisti pugliesi – che al Nuovo Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo sfuggano, e viene da chiedersi il perché, concetti elementari, oltre che di buon senso». (mf)