«La garanzia per il futuro non risiede soltanto nella prudente gestione patrimoniale dell'ente, ma dipende dalla qualità e dal valore del lavoro giornalistico. La professione giornalistica, negli anni, è stata investita da una serie di processi di trasformazione ed evoluzione che sono ancora in atto: mentre le redazioni si vanno sempre più assottigliando, con un restringimento degli spazi del lavoro dipendente, aumenta la componente del lavoro autonomo e parasubordinato». Lo ha detto Roberto Ginex, presidente dell'Inpgi, durante le celebrazioni per il centenario dell'Ente, nell'Aula dei gruppi parlamentari a Roma, mercoledì 25 marzo 2026.
«Si tratta - ha notato - di un mutamento del lavoro giornalistico che spesso non nasce da scelte individuali, ma da un mercato del lavoro profondamente cambiato, nel quale sempre più colleghi e colleghe sono costretti a esercitare la professione in forme indipendenti, senza un adeguato riconoscimento retributivo». Anche per questo «tema centrale» è «favorire le condizioni affinché i redditi dei lavoratori autonomi possano crescere in modo adeguato rispetto alla professionalità» e «uno degli strumenti che va nella giusta direzione è la definizione dell'equo compenso».
Anche il vicepresidente della Camera dei Deputati, Giorgio Mulè, aprendo le celebrazioni, si è soffermato sul tema dell'equo compenso. «È un problema che va risolto e va risolto ora», ha scandito.
«L'Inpgi è stata la mia compagna, la mia mamma - ha ricordato Mulè -. Speriamo non diventi matrigna», ha scherzato, aggiungendo: «Non vogliamo tanto festeggiare, ma sottolineare anche all'esterno il ruolo straordinario che ha svolto e svolge l'Inpgi, che è un'istituzione invidiata per la sua capacità di non essere conservativa ma sempre dinamica».
Al convegno, dal titolo '100 anni di Inpgi: viaggio nella storia della previdenza del giornalismo italiano', organizzato in occasione dell'anniversario, moderati dal vicepresidente Inpgi, Mattia Motta, hanno partecipato, fra gli altri, la segretaria generale della Fnsi Alessandra Costante, il sottosegretario all'Editoria Alberto Barachini, il presidente dell'Inps Gabriele Fava, il commissario Agcom Massimiliano Capitanio, il presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti Carlo Bartoli.
Diversi i temi toccati da Barachini, collegato in video, che, oltre a ricordare il passaggio dell'Inpgi all'Inps, nel 2022 («una scelta necessaria per garantire un futuro solido»), ha parlato di intelligenza artificiale, del ruolo dell'informazione nel processo democratico, della cessione di Repubblica e La Stampa come «simbolo di quanto stia cambiando l'ecosistema e la professione giornalistica di conseguenza».
E poi: «È fondamentale affrontare l'equo compenso, trovare una sintesi», ha aggiunto il sottosegretario, rilevando che «le proposte dell'Ordine e della Fnsi e quella degli editori sono ancora distanti, ma dobbiamo trovare un equilibrio che tuteli professionisti, casse degli istituti previdenziali e attività professionale dei collaboratori».
Il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, ha annunciato un protocollo di intesa tra Inps e Inpgi, con l'obiettivo di dare stabilità e chiarezza ad una collaborazione destinata a diventare strutturale. «Le casse professionali, e fra queste l'Inpgi, hanno rappresentato e rappresentano una componente essenziale del welfare, così come l'Inps ne costituisce l'infrastruttura più ampia e stabile», ha affermato Fava.
«Il lavoro giornalistico, per il valore pubblico che esprime, ha avuto e continua ad avere bisogno – ha proseguito - di tutele solide, riconoscibili e coerenti con le trasformazioni del lavoro. Non esiste previdenza senza lavoro».
Sulla vicenda dell'esposto presentato dalla Fieg su AI Overview si è soffermato il commissario Agcom Massimiliano Capitanio, che ha ricordato come l'autorità stia «valutando se trasmettere come digital service coordinator una segnalazione alla Commissione Europea per vedere se questo atteggiamento delle piattaforme stia creando un rischio sistemico di distruzione del pluralismo dell'informazione».
Della riforma dell'Ordine ha parlato il presidente del Cnog, Carlo Bartoli. «Non possiamo assistere inutilmente al trascorrere di un'altra legislatura invano – ha rilevato – Lancio un appello alle forze politiche, affinché si crei una sorta di 'corridoio umanitario' che permetta di portare all'approvazione norme condivise e che rappresentano una condizione di sopravvivenza per questa professione».
In occasione del centenario dell'Istituto di previdenza dei giornalisti italiani è stato emesso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy un francobollo appartenente alla serie tematica 'i valori sociali', stampato dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Per celebrare l'anniversario è stato anche realizzato un video, pubblicato sul canale YouTube dell'Istituto. (mf)