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Servizio pubblico 22 Lug 2015

Riforma Rai, voto finale in Aula al Senato il 31 luglio. Intanto il governo annuncia un nuovo emendamento

Il voto finale del Senato sul disegno di legge di riforma della Rai arriverà il 31 luglio: lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, pur tra le proteste delle opposizioni – Sel, M5S e Lega – che bollano la decisione come un “contingentamento mascherato dei tempi” e “una forzatura da parte della maggioranza”.

Il voto finale del Senato sul disegno di legge di riforma della Rai arriverà il 31 luglio: lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, pur tra le proteste delle opposizioni – Sel, M5S e Lega – che bollano la decisione come un “contingentamento mascherato dei tempi” e “una forzatura da parte della maggioranza”.

Durante la conferenza dei capigruppo il ministro Maria Elena Boschi ha intanto annunciato un nuovo emendamento del governo al testo “che però – precisa la titolare del dicastero per i rapporti con il Parlamento - non sarà integralmente sostitutivo del provvedimento”.
Anche se “non ci sarà alcun maxi-emendamento del governo né richieste di voto di fiducia - si affretta a precisare il Sottosegretario di Stato al Ministero dello Sviluppo economico, Antonello Giacomelli -. Il governo presenterà i propri emendamenti che non riguarderanno in nessun modo l'impianto della legge ma solo alcuni aspetti specifici”. Il Sottosegretario ha poi chiarito che “le parole del ministro Boschi sono state riferite in modo inesatto”.
In attesa dei pareri della commissione Bilancio sugli (oltre 1500) emendamenti presentati, intanto, il disegno di legge tornerà in discussione in Aula la prossima settimana.
Fnsi e Usigrai avevano espresso forti dubbi sul provvedimento appena ieri, nel corso di una conferenza stampa congiunta nella sala Nassirya del Senato.
Oggi il sindacato dei giornalisti Rai ringrazia con una nota il presidente Sergio Zavoli “per le parole pronunciate in Senato. È di interventi come i suoi che oggi si sente bisogno. Finalmente si vola più alto del pur inevitabile dibattito sulle alchimie per le nomine. Finalmente si parla di missione, di ruolo, di obiettivi del Servizio Pubblico”.
“Sono queste – scrive il segretario Usigrai, Vittorio Di Trapani – le priorità vere e assolute di oggi: di quale Rai Servizio Pubblico ha bisogno oggi il nostro Paese, hanno bisogno i cittadini? E per raggiungere quali obiettivi?”
“È questo il compito più alto dei rappresentanti dei cittadini in Parlamento. Il presidente Zavoli – prosegue la nota dell’Usigrai – ha giustamente ricordato che oggi siamo al 73esimo posto della classifica per la libertà di stampa, e che l'informazione è e deve essere uno dei pilastri del Servizio Pubblico. Ecco perché raccogliamo la sua indicazione: ‘Occorre prepararsi a innovare con coraggio’. Noi siamo pronti a farlo. In maniera radicale e riformatrice”.
“Ma sapendo tutti che – conclude il comunicato, citando ancora Zavoli – se la Rai, invece di essere rifondata, ne uscisse ridotta nelle sue prospettive di promozione culturale, in un paio di generazioni l'Italia perderebbe progressivamente la memoria storica del suo passato. Tutti, allora, saremmo più deboli nell'informare e nell'essere informati, nel sapere di più del mondo che ci circonda, delle realtà sociali con i loro protagonisti e le loro comparse e degli strumenti per entrare nel proprio futuro”.

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