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Lo striscione del Cdr di Repubblica alla manifestazione Fnsi del 27 novembre 2025
Cdr 20 Gen 2026

Repubblica, il Cdr: «Costituire una fondazione per una governance più libera». Stampa Romana: «Sarebbe novità virtuosa»

Il sindacato regionale accoglie con favore la proposta del Comitato di reazione del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari.

«Passano le settimane ma la trattativa tra Exor e l’armatore greco Kyriakou continua a non fornire certezze a lavoratrici e lavoratori del gruppo Gedi su tutele occupazionali, rispetto del perimetro aziendale e linea politico-editoriale, chieste a suo tempo e con fermezza dall’assemblea dei giornalisti. Né abbiamo alcuna contezza che queste richieste siano state effettivamente poste sul tavolo. Ma il Comitato di redazione di Repubblica non intende subire inerme questa situazione. Lo smantellamento del nostro giornalismo, un modello di successo per gran parte degli ultimi 50 anni, non avverrà in nostro nome né con il nostro consenso». Così il Comitato di redazione di Repubblica in una nota diffusa martedì 20 gennaio 2026.

I rappresentanti sindacali proseguono: «Per questo il Cdr avvia oggi il percorso per costituire una associazione culturale-fondazione - come già previsto da un accordo sindacale interno del dicembre 2021, finora disatteso - e per chiedere che le siano conferiti diritti e poteri di rappresentanza al fine di garantire, nel prossimo futuro, una governance più indipendente e libera da condizionamenti. Si tratta di un processo ambizioso e da realizzare passo dopo passo, che intendiamo costruire nel confronto dialettico tra la redazione e gli altri stakeholder: i nostri lettori, la comunità giornalistica e ovviamente Exor, azionista unico del gruppo Gedi che consideriamo il nostro principale interlocutore in questo percorso. Ma lo stesso sarà con ogni eventuale futuro azionista del gruppo.Il coinvolgimento dei giornalisti nella governance di un editore è una pratica inedita in Italia, ma è piuttosto diffusa tra importanti testate internazionali, dai quotidiani Le Monde e The Guardian al mensile The Economist, fino all’agenzia Reuters».

La proposta, articolata dal Cdr in quattro punti, trova l’approvazione dell’Associazione Stampa Romana: «Sarebbe una novità virtuosa per il panorama italiano, il modo per garantire l'identità del giornale, il rapporto di fiducia tra redazione e lettori, lo stesso valore dell'azienda editoriale, il suo futuro. Lo dimostrano proprio le vicende di questi anni: il giornale è più forte se mantiene la sua identità, la sua voce riconoscibile». Il sindacato regionale conclude il comunicato auspicando «che si apra una riflessione più ampia sulla necessità di incentivare nuovi modelli di gestione per il settore dell'informazione». (anc)

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