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Urbano Cairo Ad Rcs Group (Foto: ImagoEconomica/Fnsi)
Editoria 18 Giu 2026

Rcs, il Comitato aziendale europeo: «Mancano investimenti strategici per il futuro»

Nella riunione di mercoledì 10 giugno 2026, i delegati sindacali di giornalisti, grafici, poligrafici, impiegati e operai italiani e spagnoli hanno incalzato l'azienda su una serie di temi, aziendali e nazionali, «che da tempo giacciono irrisolti».

Mercoledì 10 giugno 2026 si è riunito il Comitato aziendale europeo di Rcs, luogo di rappresentanza che riunisce i delegati sindacali di giornalisti, grafici, poligrafici, impiegati e operai italiani e spagnoli. «L'azienda - spiegano in una nota i delegati Fnsi, Slc-Cgil, Uil-Fpc, FisTel-Cisl e Comisiones obreras - ha illustrato i dati consolidati del 2025 e quelli dei primi mesi del 2026 che mostrano un'ulteriore recessione dei ricavi, ma una tenuta degli utili grazie al taglio dei costi operativi e al congelamento del costo del lavoro. Una dinamica economica che si ripete da anni e che preoccupa i sindacati nazionali e iberici che hanno evidenziato la mancanza di investimenti strategici per il futuro e di un modello di business efficace ad affrontare le sfide del settore».

Le rappresentanze sindacali, continua la nota, «hanno colto l'occasione per sollecitare l'azienda su una serie di temi, aziendali e nazionali, che da tempo giacciono irrisolti. Sia in Spagna, sia in Italia, Rcs Mediagroup è impegnata nel confronto sindacale per il rinnovo dei contratti: quelli nazionali di giornalisti e poligrafici in Italia e quello aziendale in Spagna, rispettivamente scaduti da 10 e 5 anni».

I sindacati hanno evidenziato come «l'atteggiamento dell'editore ai tavoli sia attendista, quando non apertamente ostativo, nonostante i diversi scioperi pianificati e realizzati nei due Paesi».

Secondo i sindacati, «il confronto ha fatto emergere altre dinamiche speculari sulla gestione del personale: il numero di dipendenti è stato drasticamente tagliato in Spagna e ridotto anche in Italia, dove la presenza di una normativa più tutelante ha fatto da argine rispetto a manovre più invasive».

Parallelamente «è mancata una campagna di assunzioni adeguata, le redazioni sono sempre più anziane, mentre le posizioni apicali in uscita non vengono adeguatamente sostituite, mancando una formazione e valorizzazione dei più giovani anche per l’uso, a volte distorto, soprattutto in Italia, del lavoro di diversi pensionati».

Per i rappresentanti sindacali, «sono dinamiche che contrastano fortemente con i risultati economici della gestione Cairo. Negli ultimi 10 anni, infatti, Rcs ha generato oltre 700 milioni di utili, 500 dei quali, circa, sono andati alle banche per coprire l'esposizione debitoria, ma altri 200 sono finiti sostanzialmente nelle tasche degli azionisti». Parallelamente, però, non c’è stata un’adeguata ridistribuzione dei risultati sui dipendenti dell’azienda, grazie al lavoro dei quali questi risultati sono stati raggiunti».

L'ultimo tema sul quale i sindacati italiani e iberici si sono trovati concordi è quello che riguarda l'IA. «L'azienda - conclude la nota - vorrebbe introdurre tools di intelligenza artificiale e, tra le righe, si è capito che avrebbe sottoscritto, o starebbe per farlo, accordi per lo sfruttamento dei propri archivi da parte dell'IA. Accordi che l'azienda non avrebbe intenzione di illustrare nei dettagli alle rappresentanze sindacali aziendali». I sindacati, però, «in assenza di adeguati accordi sindacali, suggeriranno ai lavoratori di non usare gli strumenti di AI che l'azienda vuole introdurre e agiranno in tutte le sedi, compreso quelle giudiziarie, per la difesa dei diritti dei lavoratori». (mf)

@fnsisocial

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