Il Cdr Approfondimento Rai esprime «forte preoccupazione per quanto segnalato dalla redazione di Report, relativamente alla libertà di scelta dei contenuti da mandare in onda. Come sappiamo tutti, uno degli elementi distintivi del programma di informazione di punta della Rai è proprio l'autonomia delle scelte dei contenuti di informazione che fornisce, una qualità che da anni costituisce un valore immenso per il Servizio pubblico radiotelevisivo in termini reputazionali e in termini di ascolti». Così i rappresentanti sindacali in una nota diffusa domenica 11 gennaio 2026.
«La vicenda Bellavia - prosegue il Cdr - con accuse mosse da un preciso soggetto politico i cui contorni non appaiono affatto scontati e la conseguente richiesta di 'prudenza' al programma che si tradurrebbe in una censura preventiva di fatto, equivale a chiedere a quel programma di abdicare al proprio ruolo nell'informazione: si chiede a Report di non essere più Report. Motivi di opportunità per smussare scelte e contenuti giornalistici ce ne sono sempre stati. Tuttavia, nel rispetto dell'autonomia del programma, tale ponderazione in sé assai difficile pesa sulle spalle del giornalista che confeziona il servizio e se ne assume la responsabilità; sul conduttore che presenta il programma e sul caporedattore che confeziona la puntata».
I giornalisti, quindi, chiedono «con forza che questo difficile lavoro non debba essere condizionato da ulteriori valutazioni, esterne al lavoro giornalistico, per non snaturare l'identità di un lavoro d'inchiesta» e «chiediamo dunque al Direttore Corsini - prosegue la nota - di difendere il lavoro della redazione di Report da qualsiasi pressione su servizi o parti di servizio da mandare in onda, a tutela dell'autonomia dei giornalisti della Direzione approfondimento».
Sulla vicenda interviene anche il presidente della Fnsi, Vittorio di Trapani, che sui social, rileva: «Prima una campagna di delegittimazione costruita ad arte, e poi gli inviti alla prudenza. Ovvero: il bavaglio al giornalismo di inchiesta. Firmato da politici insofferenti alla libertà di stampa e dirigenti Rai 'militanti'. La denuncia del Cdr dell'Approfondimento Rai va presa molto sul serio». Per Di Trapani, «purtroppo eravamo stati facili profeti: la solidarietà e l'afflato in difesa del giornalismo di inchiesta dopo l'attentato è durato solo qualche giorno». (mf)