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Radio Radicale, l’assemblea di redazione: «Rischiamo la chiusura in poche settimane»
Vertenze 23 Feb 2026

Radio Radicale, l’assemblea di redazione: «Rischiamo la chiusura in poche settimane»

I giornalisti della storica emittente lanciano un nuovo allarme. Barachini: «Dal governo finanziamento di 10 milioni nel 2026».

«La sconcertante, inaspettata e immotivata decisione del Governo di dimezzare da 8 a 4 milioni di euro il corrispettivo economico per il servizio di trasmissione delle sedute parlamentari espletato da Radio Radicale pone una grave ipoteca sulla sua esistenza. Radio Radicale, la radio di Marco Pannella e del Partito Radicale, la radio di Massimo Bordin, la voce delle istituzioni e della politica in Italia e in Europa, potrebbe chiudere tra poche settimane». Lo si legge in un documento approvato dall’assemblea di redazione di Radio Radicale del 23 febbraio 2026.

La nota prosegue: «Servono fatti concreti e in tempi rapidi: in caso contrario non c’è alternativa alla chiusura. Preso atto della situazione l’assemblea di redazione
1) decide di convocarsi in forma permanente fino a quando si renderà necessario;
2) chiede formalmente con urgenza un incontro con i presidenti di Camera e Senato e con i ministri competenti per dare seguito a quanto previsto dal decreto Milleproroghe dove stabilisce che la Camera e il Senato possono "valutare la possibilità di stipulare accordi con il soggetto emittente per lo svolgimento del servizio";
3) chiede con altrettanta urgenza un’interlocuzione con le forze politiche di maggioranza e di opposizione facendo presente che la questione riguarda la continuità di un servizio pubblico convenzionato e la salvaguardia dei livelli occupazionali;
4) incarica il Cdr di incontrare l’editore per definire la situazione del pagamento degli stipendi e della continuità aziendale
5) incarica il Cdr di mantenere un contatto costante e fattivo con Stampa romana e Fnsi per coordinare le iniziative necessarie sia sul piano sindacale che su quello legale;
6) si riserva di porre in essere ogni possibile iniziativa di informazione e mobilitazione perché emergano in tempi rapidi fatti concreti e verificabili che diano garanzie sul futuro di Radio Radicale».

L’assemblea sottolinea poi come sia «quanto mai necessario non solo che Radio Radicale possa continuare la propria attività, ma che finalmente venga dato un assetto stabile al ruolo e alla funzione che svolge da cinquant’anni».

Le giornaliste e i giornalisti di Radio Radicale «ringraziano gli esponenti politici, i colleghi e colleghe, le cittadine e i cittadini che in queste ore hanno manifestato la loro solidarietà e il loro sostegno. Sono segnali importanti, ma purtroppo non bastano. Le giornaliste e i giornalisti rivolgono un appello pressante alle forze politiche, ai sindacati, al mondo dell’associazionismo, alle personalità del mondo accademico, culturale e dello spettacolo, alle ascoltatrici e agli ascoltatori perché facciano sentire la loro voce in difesa del servizio pubblico svolto da Radio Radicale».

L’assemblea di redazione conclude: «Non lasciate che questa voce unica dell'informazione libera in Italia sia spenta nell'indifferenza e nel silenzio. I giorni di Radio Radicale sono contati. Non c’è più tempo: la vita di RR dipende da ciascuno di voi e di noi».

Barachini: «Dal governo 10 milioni a Radio Radicale nel 2026»
Sulla questione si è espresso con una nota riportata dall’agenzia Ansa anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria, Alberto Barachini: «Il governo ha assicurato per il 2026 un finanziamento di 10 milioni di euro a Radio Radicale (di cui 6 dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio e 4 milioni dal Mimit)». Barachini ha concluso sottolineando che «rimane aperta una interlocuzione con Radio Radicale - conclude il sottosegretario - che auspicherebbe di poter ottenere un contributo pubblico complessivo di 14 milioni come avvenuto nel 2025». (anc)

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