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Il giornalista Giuseppe Turani (Foto: repubblica.it)
Lutto 07 Gen 2021

Morto Giuseppe Turani, pioniere del giornalismo economico italiano

Nato a Voghera il 29 aprile 1941, giornalista e saggista, dopo aver collaborato, fra gli altri, con Repubblica, CorSera, L'Espresso, Il Mondo e L'Europeo, attualmente dirigeva il mensile Uomini&Business. Nel 1974 scrisse con Eugenio Scalfari 'Razza padrona. Storia della borghesia di stato'.

Il giornalista Giuseppe Turani, Peppino per gli amici, pioniere del giornalismo economico italiano, che si fece conoscere al grande pubblico con il libro 'Razza padrona. Storia della borghesia di stato', scritto con Eugenio Scalfari (Feltrinelli, 1974), è morto, nella notte fra il 6 e 7 gennaio, per una complicanza post operatoria all'ospedale di Stradella, in provincia di Pavia, all'età di 79 anni. «Con dolore ne danno notizia i familiari» con un comunicato, precisando che il funerale si svolgerà in forma privata. Era nato a Voghera (Pavia) il 29 aprile 1941. Attualmente dirigeva la rivista mensile "Uomini&Business".

Per lungo tempo tra i maggiori esperti di problemi economici, Turani è stato collaboratore di vari quotidiani (La Repubblica, Corriere della sera) e periodici (L'Espresso, Il Mondo, L'Europeo). Ha accompagnato l'attività giornalistica a una vasta opera di divulgazione con oltre una trentina di libri, alcuni dei quali bestseller. Tra gli altri titoli 'Montedison il grande saccheggio' (Mondadori, 1977), 'Padroni senza cuore' (Rizzoli, 1980), 'I signori della Borsa' (Editoriale l'Espresso, 1984), 'L'Avvocato. 1966-1985, il capitalismo italiano tra rinuncia e ripresa' (Sperling & Kupfer, 1985), 'Come si gioca in borsa' (Sperling & Kupfer, 1986), 'Briganti e gentiluomini della finanza italiana' (Sperling & Kupfer, 1987), 'L'Ingegnere' (Sperling & Kupfer, 1988), 'Mondadori: la grande sfida' (con Delfina Rattazzi, Rizzoli, 1990), 'Raul Gardini' (con Delfina Rattazzi, Rizzoli, 1990), 'I soldi degli altri' (Sperling & Kupfer, 1991), 'Le ragioni di una svolta' (con Giorgio La Malfa, Sperling & Kupfer), 'I saccheggiatori' (con Cinzia Sasso, Sperling & Kupfer, 1992), 'Perché abbiamo il peggior capitalismo del mondo. Dal miracolo degli anni '50 e '60 alla vicenda Parmalat' (Sperling & Kupfer, 2004), 'La nuova razza padrona' (Sperling & Kupfer, 2004), 'Viva il capitalismo' (Sperling & Kupfer, 2009).

Laureato in economia alla Facoltà di economia e commercio dell'Università Bocconi a Milano, nel 1970 Turani entra nella redazione del settimanale L'Espresso, occupandosi della sezione Economia e Finanza e diventandone caposervizio e in seguito vicedirettore, firmando alcune importanti inchieste sui grandi protagonisti del capitalismo privato italiano e sul malfunzionamento delle Partecipazioni statali.

Nel 1976 Turani passa al neonato quotidiano La Repubblica chiamato dall'amico direttore Scafari, dove è responsabile della sezione economica e nello stesso periodo cura le pubblicazioni della casa editrice Edizioni di Comunità. Negli anni '80 diventa curatore e editorialista di alcuni programmi televisivi della Rai dedicati a temi economici e finanziari. Successivamente assume la guida della redazione di Milano de La Repubblica. Alla fine del 1989 lascia La Repubblica e dal 1990 al 1992 è editorialista del Corriere della Sera, del mensile Capital e dei settimanali L'Europeo e Il Mondo. Nel 1993 torna a scrivere come opinionista ed editorialista de La Repubblica, riprendendo la direzione del settimanale Affari & Finanza.

Nel 1994 è coinvolto nel cosiddette 'Penne Pulite', con l'accusa di essere stato pagato dal gruppo Ferruzzi e dalla finanziaria milanese Ifm: il procedimento penale per tutte le accuse contro di lui viene archiviato l'anno seguente con la motivazione, tra le altre, che l'accusa infondata fosse basata su dichiarazioni «del tutto generiche e prive di ogni riscontro».

Tornato a dirigere dal 2001 al 2007 Affari & Finanza, termina la collaboratore con La Repubblica nel 2011 e si cimenta con l'ultima avventura della direzione della rivista economica Uomini & Business. (Adnkronos)

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