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Il segretario Usigrai Daniele Macheda (Foto: ImagoEconomica/Fnsi)
Usigrai 17 Lug 2024

'Media pluralism monitor', Usigrai: «La Rai occupata dal governo, urgente una riforma»

All'indomani dell'arrivo in Vigilanza del report, il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico torna a ribadire la necessità di sottrarre l'azienda al controllo della politica, «a partire dall'imminente rinnovo del Cda», e garantirle risorse adeguate. sostenibili e prevedibili. «Basterebbe - rileva - applicare da subito il Media Freedom Act».

«Ancora un allarme sulla libertà di stampa in Italia. Ancora un allarme sull'indipendenza del Servizio Pubblico. Non usa mezzi termini il report del Centro per il Pluralismo e la Libertà dei media nell'Unione Europea: 'L'Indipendenza del Servizio Pubblico radiotelevisivo rimane, in modo allarmante, a un livello di rischio elevato. Salvaguardare l'indipendenza politica dei media è una preoccupazione urgente, data la presenza di un controllo politico diretto o indiretto sui principali organi di informazione'». Lo ricorda l'Usigrai in una nota diffusa mercoledì 17 luglio 2024.

Una situazione che Usigrai «denuncia da mesi, arrivando – incalza il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico – fino allo sciopero dello scorso 6 maggio, a cui ha partecipato il 75% dei giornalisti del Servizio Pubblico, nonostante le azioni scorrette messe in campo dalla Rai, che infatti è stata condannata in tribunale per comportamento antisindacale. Notizie non date o date a metà, comizi della premier e del suo entourage, familiari inclusi, andati in onda senza nessuna intermediazione, giornalisti non allineati palesemente puniti e sempre più spesso querelati, trasmissioni non gradite ridimensionate o cancellate».

«'Urgente' – conclude l'Usigrai – è questo il termine che usa il rapporto. Subito una riforma che tolga la Rai dal controllo della politica a partire dall'imminente rinnovo del Cda utilizzando 'procedure trasparenti, aperte, efficaci e non discriminatorie' e che garantisca 'risorse finanziarie adeguate sostenibili e prevedibili corrispondenti al compimento del mandato di servizio pubblico'. Basterebbe, insomma, applicare da subito il Media Freedom Act. Il sindacato dei giornalisti e delle giornaliste Rai non si stancherà mai di ripeterlo».

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