«Assoluta contrarietà» del sindacato dei giornalisti alla «svendita dei diritti dei colleghi» e, soprattutto, un fermo 'No' «alla divisione della categoria tra giovani e anziani». Partecipando in collegamento video, domenica 22 marzo 2026, all'assemblea degli iscritti dell’Associazione Stampa Umbra, nella cornice della Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo della Rai a Ponte Felcino (Perugia), la segretaria generale Fnsi, Alessandra Costante, ha sintetizzato così le ragioni delle due giornate di sciopero nazionale dei giornalisti proclamate per il 27 marzo e il 16 aprile.
«La maggiore flessibilità che chiedono gli editori - ha spiegato Costante - è il taglio del 22 per cento sugli stipendi per i nuovi assunti di oggi. Una insostenibile divisione della categoria». Inoltre, per le aziende «esiste solo un problema: il costo del lavoro, per limitarlo sono disposte anche a uccidere l'informazione per come la conosciamo. E questo - ha aggiunto - non glielo possiamo permettere».
I due giorni di sciopero «saranno un momento unitario di protesta che tiene insieme i lavoratori dipendenti e i collaboratori coordinati e continuativi e le partite Iva che non hanno l'equo compenso», ha quindi rilevato la segretaria generale Fnsi, che ha poi ricordato come al tavolo per il rinnovo del contratto, scaduto da ormai 10 anni, la Fnsi abbia fatto «proposte concrete che guardano al futuro della professione, ai giovani e ai precari, ma la Fieg le ha respinte tutte».
Costante è anche soffermata sulla vicenda del podcast di Fedez al quale hanno partecipato diversi politici, ribadendo che «se vogliamo un'informazione di qualità dobbiamo prenderci in carico tutti i nuovi media e professionalità. E dire che è giornalista solo chi lo fa». E sul ruolo dei colleghi degli uffici stampa, «un giornalista può fare anche il social media manager, ma un social media manager - ha osservato - non potrà mai fare il giornalista».
In premessa, i ringraziamenti ai colleghi umbri. «Un sindacato piccolo come il nostro – ha evidenziato la segretaria – deve rimanere unito, non si può sfrangiare. L'unitarietà è un valore, reale e sostanziale. Per questo ringrazio il presidente Massimiliano Cinque e la sua squadra per il lavoro fatto in questi quattro anni alla guida dell'Assostampa umbra, che grazie al lavoro svolto ha avuto riconoscimenti importanti».
Anche il presidente Cinque, aprendo i lavori dell'assemblea, ha sottolineato l'impegno profuso nei quattro anni di mandato volto a difendere, tutelare e affermare l’importanza della professione. «Il contesto nel quale si muove il sindacato – ha detto – è quanto mai complicato. La nostra professione è in difficoltà, gli editori non vogliono accogliere la richiesta della Fnsi di approvare un nuovo contratto di lavoro, i problemi riguardano tutti i settori, da quelli tradizionali, ai nuovi media agli uffici stampa».
In Umbria «abbiamo tenuto testa a tutte le vertenze e abbiamo lavorato per il futuro. Oltre a contenere i costi per garantire l’agibilità sindacale, Asu ha avviato, con l’Ordine dei giornalisti e con la Regione una nuova legge per l’editoria che si basi su lavoro e innovazione», ha aggiunto Cinque, che ha ricordato «la piaga del precariato», che «dobbiamo combattere», il trasferimento nella nuova sede dell'Assostampa, che «ha fatto risparmiare ingenti risorse e dato una sistemazione logistica più dignitosa», e «la prossima firma del protocollo d’intesa sugli uffici stampa con Anci e Ordine dei giornalisti che recepisce quello firmato da Fnsi e Anci nazionale».
Fra gli interventi anche quelli del delegato nazionale per Casagit, Giampiero Chiodini e del delegato nazionale di Inpgi, Danilo Nardoni. Al termine dei lavori, l'assemblea ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2025 e il preventivo 2026 e dato via libera al bilancio del Gruppo Uffici Stampa e a quello dell'Ussi. (mf)