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Alcuni momenti della conferenza stampa di presentazione della mostra
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Alcuni momenti della conferenza stampa di presentazione della mostra
Iniziative 04 Ott 2016

Nome in codice: Caesar, presentata in Fnsi la mostra sugli orrori in Siria. Lorusso: «L’opinione pubblica deve sapere»

«La Fnsi ha da subito deciso di sostenere questa mostra perché riteniamo che sia sempre necessario portare a conoscenza dell’opinione pubblica tutte quelle situazioni dove vengono negati libertà e diritti civili, come sta accadendo oggi in Siria». Così il segretario generale Lorusso alla conferenza stampa di presentazione della mostra che sarà inaugurata domani al Maxxi.

«La Federazione nazionale della stampa italiana ha da subito deciso di sostenere questa mostra. Una raccolta di fotografie alcune delle quali orribili, perché orribili sono i misfatti che testimoniamo, ma noi riteniamo che sia sempre necessario portare a conoscenza dell’opinione pubblica tutte quelle situazioni dove vengono negati libertà e diritti civili e dove vengono perpetrati crimini efferati, come la tortura».

Così il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della mostra “Nome in codice: Caesar”, ha spiegato perché il sindacato dei giornalisti si è fatto promotore, insieme ad altre associazioni della società civile, dell’esposizione che verrà inaugurata domani al museo Maxxi di Roma.

Alla presentazione dell’iniziativa, promossa da Amnesty International Italia, Articolo 21, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Focsiv - Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontariato, Un Ponte Per e l'Unione delle Università del Mediterraneo, Moaz, componente del team Caesar, ha raccontato come è nata la raccolta di foto mentre i relatori hanno fatto il punto sulla difficile e delicata situazione che la popolazione siriana sta vivendo da quando, nel 2011, è cominciata quella che era nata come una rivolta pacifica, poi sfociata nella repressione e infine in guerra.

«Riteniamo – ha rilevato Lorusso – che questa mostra possa rappresentare un ulteriore, necessario momento di approfondimento su quello che è il dramma siriano e ci auguriamo che questa iniziava possa riscuotere l’attenzione anche del governo italiano. E siamo convinti che sia obbligo del sindacato dei giornalisti essere presente in quei luoghi dove la libertà viene negata e dove per mettere a tacere l’opinione pubblica viene messo, o si tenta di mettere, il bavaglio all’informazione».

Alla conferenza stampa, coordinata dal giornalista Rai Amedeo Ricucci, hanno preso parte anche Riccardo Noury, di Amnesty International Italia; Elisa Mariconcola, portavoce di Articolo 21; i rappresentanti di Focsiv, di Unimed e di Un Ponte Per, i giornalisti Lorenzo Cremonesi, inviato del Corriere della Sera, e Lorenzo Trombetta, corrispondente Ansa da Beirut.

All’inaugurazione della mostra, domani pomeriggio, alle 17.30, al museo Maxxi, alla presenza – fra gli altri – dei presidenti delle commissioni Esteri, Pierferdinando Casini e Fabrizio Cicchitto, del presidente della commissione per i Diritti Umani, Luigi Manconi, del fondatore della Comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi, del giurista statunitense Stephen J. Rapp, del presidente del Centro Astalli, padre Camillo Ripamonti sj, del direttore di Reset, Giancarlo Bosetti, e del professor Baykar Sivazliyan, saranno anche illustrate le iniziative politico-culturali da mettere in campo nei giorni in cui le foto di Caesar saranno esposte al pubblico.

@fnsisocial

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