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Enrico Fedocci al lavoro per documentare la manifestazione 'No pass' di Milano (Foto: Facebook)
Minacce 25 Ott 2021

'No green pass', troupe del Tg5 accerchiata e insultata a Milano. La solidarietà del sindacato

Il giornalista Enrico Fedocci e l'operatore aggrediti mentre documentavano la manifestazione di sabato 23 ottobre. La vicinanza della Fnsi. Il Cdr di NewsMediaset: «I giornalisti non possono essere il bersaglio dei violenti solo perché raccontano la verità». Il Gruppo Cronisti Lombardi: «Chiediamo al questore protezione adeguata per svolgere un incarico di pubblica utilità».

Giornalisti ancora nel mirino dei manifestanti "no vax" e "no green pass". L'ultimo episodio di intolleranza nei confronto di operatori dell'informazione si è verificato a Milano, sabato 23 ottobre, quando il giornalista del Tg5 Enrico Fedocci e la sua troupe sono stati accerchiati e insultati mentre stavano documentando quanto accadeva per le vie della città. Nelle riprese integrali effettuate dal cameraman si vedono due distinte intimidazioni, con accerchiamento, insulti, spintoni agli operatori e alle telecamere.

Ai colleghi la vicinanza e la solidarietà del sindacato, della Federazione nazionale della Stampa italiana, del Comitato di redazione di NewsMediaset, del Gruppo Cronisti dell'Associazione Lombarda dei Giornalisti. «I cronisti sul territorio non possono essere il bersaglio di persone violente per il solo fatto di raccontare la verità», si legge in una nota del Cdr di NewsMediaset, che «esprime solidarietà al collega del Tg5 Enrico Fedocci aggredito mentre documentava una manifestazione e a tutti i giornalisti di NewsMediaset che durante questi mesi hanno subito intimidazioni e offese durante le manifestazioni contro il green pass».

Di clima «inaccettabile e pericoloso» verso i media e i giornalisti parla il Gruppo Cronisti Lombardi. «Abbiamo atteso di visionare il filmato integrale, che abbiamo acquisito, e ora chiediamo con forza al questore di Milano protezione adeguata nello svolgimento di un incarico di pubblica utilità», spiega il gruppo di specializzazione dell'Alg, che martedì 26 porterà le proprie preoccupazioni in Questura, «perché il rischio che, dopo numerosi casi finiti con insulti e spintoni ci scappi un ferimento, è alto. Episodi come questi devono essere perseguiti e puniti, perché già in anni ben peggiori la pubblica informazione è diventata bersaglio di violenti ed eversori e questo non deve più accadere», ammoniscono i Cronisti.

«Succede a tutti noi, non sono il solo. Si manda giù il rospo e si cerca, ad ogni manifestazione, di portare a casa il servizio e la pelle», commenta Fedocci su Facebook. «Così non va bene. È la prima volta che trovo un ambiente così follemente ostile in corteo a tutti noi giornalisti che raccontiamo solo i fatti. E io in manifestazione ci vado da 20 anni».

@fnsisocial

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