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Il giornalista Paolo Borrometi
Minacce 12 Lug 2016

Mafia, a settembre la prossima udienza del processo per le minacce a Paolo Borrometi

È iniziato a Ragusa il processo nel quale è imputato Giambattista Ventura, presunto boss mafioso di Vittoria, accusato di aver minacciato di morte Paolo Borrometi, collaboratore dell'Agi e direttore del sito LaSpia.it. I giudici hanno ammesso gli atti proposti dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Catania e aggiornato il processo al 19 settembre, quando saranno sentiti - tra gli altri - anche Borrometi, quale parte offesa nel procedimento, e gli ispettori di Modica.

È iniziato a Ragusa il processo nel quale è imputato Giambattista Ventura, presunto boss mafioso di Vittoria, accusato di aver minacciato di morte, attraverso i social network, Paolo Borrometi, collaboratore dell'Agi e direttore del giornale online LaSpia.it. Processo al quale la Fnsi partecipa in qualità di parte civile, rappresentata in giudizio dagli avvocati Francesco Paolo Sisto e Roberto Eustachio Sisto.

Nell’udienza di oggi i giudici del tribunale di Ragusa hanno ammesso gli atti proposti dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Catania, Valentina Sincero (decreto di perquisizione informatica e ordinanza di custodia cautelare, lista testi, compresi i collaboratori di giustizia, e le sentenze di accertamento della sussistenza del clan Carbonaro Dominante) e aggiornato il processo al 19 settembre, alle 15.30, data in cui saranno sentiti – tra gli altri – anche Borrometi, quale parte offesa nel procedimento, e gli ispettori di Modica.

In aula questa mattina erano presenti anche le parti civili, comprese la Fnsi e l'Ordine nazionale e regionale dei giornalisti. «Il consiglio dell'Ordine della Sicilia – ha detto l'avvocato Nino Caleca – è qui per rappresentare due tipi di solidarietà: la prima al giornalista minacciato e la seconda di valore generale. In Sicilia la libertà di stampa è seriamente minacciata e il numero dei giornalisti minacciati è in crescita. Sarebbe il caso di discutere della relazione che la commissione Antimafia ha dedicato al fenomeno».

E il presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena, ha aggiunto: «Siamo presenti a testimoniare la massima vicinanza a Paolo; siamo consapevoli che i colleghi più esposti non vanno lasciati soli per non creare, in chi cerca di fermarli, la sensazione che siano isolati e più facili da colpire».

@fnsisocial

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