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L'ingresso del Palazzo di Giustizia di Genova (Foto: ImagoEconomica/Fnsi)
Giudiziaria 30 Giu 2026

La procura di Genova chiede condanna di 8 mesi per Monteleone e Occhipinti. Da Fnsi sempre no al carcere per i giornalisti

Il processo riguarda alcune dichiarazioni attribuite all'ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini, andate in onda in un servizio del 2017 trasmesso da Le Iene riguardante il caso di David Rossi, l'ex capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena morto nel 2013. La segretaria generale del sindacato dei giornalisti, Alessandra Costante: «Il reato di diffamazione a mezzo stampa non può diventare uno strumento di intimidazione».

La procura di Genova ha chiesto la condanna a otto mesi di reclusione per il giornalista Antonino Monteleone e per l'autore Marco Occhipinti, nell'ambito del procedimento legato a un servizio televisivo sul caso di David Rossi, l'ex capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena morto il 6 marzo 2013. Lo riporta l’Adnkronos martedì 30 giugno 2026.

Il processo riguarda alcune dichiarazioni attribuite all'ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini, andate in onda in un servizio del 2017 trasmesso da Le Iene. Nel filmato si faceva riferimento a presunti festini a luci rosse e alla possibile presenza di magistrati tra i partecipanti, circostanza successivamente contestata. Nello stesso procedimento, le parti civili hanno avanzato una richiesta di risarcimento complessiva pari a 360 mila euro.

Piccini, la cui posizione risulta nel frattempo prescritta, ha sostenuto che l'intervista sarebbe stata ''carpita'' e che le dichiarazioni non avrebbero dovuto essere diffuse. A presentare querela sono stati alcuni magistrati citati nel servizio televisivo, tra cui Nicola Marini, Aldo Natalini, Andrea Boni, Salvatore Vitello, Fabio Maria Gliozzi e Antonino Nastasi.

«Alla procura di Genova – ha commentato Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi - sfugge che la Corte Costituzionale si sia pronunciata più volte contro la pena del carcere per i giornalisti. Il reato di diffamazione a mezzo stampa non può diventare uno strumento di intimidazione. La posizione della Fnsi contro il carcere per i giornalisti è assoluta e vale per ogni singolo collega». (anc)

@fnsisocial

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