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Un momento dell'incontro online
Iniziative 19 Mar 2021

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, 27 anni senza verità. Giulietti: «Noi non archiviamo, né in tribunale né nelle coscienze»

«Continueremo ad essere scorta mediatica per Ilaria e Miran. Per Mauro De Mauro, Graziella de Palo, Italo Toni, Beppe Alfano, Antonio Russo, Raffaele Ciriello, per Andy Rocchelli e per tutti coloro che aspettano sia fatta giustizia sulle loro morti», ha detto il presidente della Fnsi intervenendo all'iniziativa online promossa da Articolo21.

A 27 anni dall'agguato in cui hanno perso la vita, a Mogadiscio, in Somalia, il 20 marzo 1994, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, resta ferma la volontà della Federazione nazionale della Stampa italiana, dell'Usigrai, dell'associazione Articolo21 di continuare a cercare verità e giustizia per la giornalista e l'operatore del Tg3. «Per noi non va in prescrizione niente, né in tribunale né nelle coscienze. Noi non archiviamo. E questo è possibile grazie a una grande comunità riunita attorno al ricordo di Ilaria e Miran, una comunità fatta di giornaliste e giornalisti, sindaci, docenti e studenti, cittadine e cittadini che continuano a promuovere azioni che tengono viva la loro vicenda», ha detto il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, durante l'iniziativa promossa alla vigilia dell'anniversario.

«Il nostro impegno – ha aggiunto – è a non mollare. Ancora non abbiamo verità e giustizia, non daremo tregua finché non le troveremo. Continueremo ad essere scorta mediatica e questo vale per Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, vale per Mauro De Mauro, Graziella de Palo, Italo Toni, Beppe Alfano, Antonio Russo, Raffaele Ciriello; vale per Andy Rocchelli e per tutti coloro che aspettano siano fatte verità e giustizia sulle loro morti».

Aperto da Ottavia Piccolo, che ha letto un brano tratto da "Lo schifo: omicidio non casuale di Ilaria Alpi nella nostra ventunesima regione" di Stefano Massini, l'incontro online è stato anche l'occasione per fare il punto sul cammino verso queste verità e giustizia con il contributo dell'avvocato Giulio Vasaturo, che assiste il sindacato dei giornalisti, costituito 'parte offesa' nel procedimento penale.

«Abbiamo un bagaglio di indizi, ereditati dall'avvocato Domenico D'Amati, che ci consente di continuare a lottare. Gli errori, le omissioni, le contraddizioni che hanno caratterizzato questa lunga vicenda giudiziaria non ci fermeranno, anzi. Ci attendiamo ora che si provi a fare chiarezza su due aspetti: sull'esecuzione di Ilaria e Miran a Mogadiscio e sui 'fatti italiani', con il depistaggio messo nero su bianco dalla Corte di appello di Perugia che ha scagionato Omar Hashi Hassan», ha spiegato Vasaturo.

A Mariangela Gritta Grainer, portavoce della campagna #NoiNonArchiviamo, il compito di ricordare Giorgio e Luciana Alpi, genitori di Ilaria, e le tappe principali di una storia lunga 27 anni. «Tutti abbiamo capito che è stata un'esecuzione: sono stati uccisi per il loro lavoro. Siamo tutti d'accordo tranne la Procura di Roma», ha osservato.

Per Vittorio Di Trapani, segretario Usigrai, «noi giornaliste e giornalisti abbiamo il dovere di mantenere un impegno: coltivare la memoria come motore della ricerca di verità e giustizia. Anche dopo tanto tempo alla verità ci si arriva. Tre anni fa – ha concluso – Luciana Alpi ci disse che temeva che dopo la sua morte la vicenda di Ilaria sarebbe stata archiviata. Questo non è accaduto e non accadrà».

All'appuntamento hanno partecipato, fra gli altri, Umberto Alpi, cugino di Ilaria; Elisa Marincola e Roberto Natale di Articolo21; Valentina Tocchi, del Comitato di redazione del Tg3; il direttore di RaiNews24, Andrea Vianello; Riccardo Chartroux, vicedirettore del Tg3; Paolo Borrometi, vicedirettore dell'Agi e presidente di Articolo21; Carlo Muscatello, presidente Assostampa Fvg; le giornaliste e i giornalisti Chiara Cazzaniga, Lorenzo Frigerio, Loris Mazzetti; il deputato Walter Verini, coordinatore del Comitato della commissione Antimafia a tutela dei cronisti minacciati; Francesco Cavalli.

@fnsisocial

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