Nella replica al Comitato di redazione e all'assemblea dei redattori del Tirreno che hanno sfiduciato il direttore, Cristiano Marcacci, (qui il comunicato del Cdr) l'azienda ha minacciato querele per un comunicato che riportava esclusivamente i fatti, senza offese né parole fuori luogo.
All'azienda replicano, garbatamente ma fermamente, la Fnsi, l'Associazione Stampa Toscana e il Cdr del Tirreno. Di seguito il comunicato congiunto diffuso sabato 29 novembre 2025.
È gravissimo leggere da parte dell'editore minacce di querele e di richieste di risarcimento danni nei confronti dei lavoratori e della loro rappresentanza: si tratta di vere e proprie intimidazioni rispetto all'attività sindacale e al diritto di critica tutelato dalla Costituzione e dallo Statuto dei lavoratori. Un modus operandi che non è nuovo a Sae verso i suoi dipendenti, giornalisti e poligrafici, e il sindacato.
L'azienda confonde il diritto di critica con la diffamazione ma sorvola sulle continue offese che i suoi manager, negli ultimi anni, hanno fatto nei confronti dei lavoratori.
Mai, in questi casi, sono state utilizzate parole di condanna tantomeno presi provvedimenti da parte di Sae. Due pesi e due misure che tradiscono una gestione padronale del giornale gestito alla stregua di qualsiasi produzione industriale senza tenere conto del valore di presidio della libertà, di formazione delle coscienze che i giornali rappresentano in ogni Paese democratico. Non è un caso quindi che tutte le normative che ne regolano la gestione vadano a garantire un equilibrio tra le parti che formano un giornale e che Sae, azienda editoriale di dimensioni oggi importanti, costantemente disattende, dimenticando di essere contenitore di una delle più nobili professioni dell'intelletto rappresentate dai suoi lavoratori.
È poi paradossale che la minaccia di diffamazione verso i giornalisti avvenga da parte di un'azienda editoriale che dovrebbe quotidianamente essere impegnata nel difendere la propria redazione dall'uso sempre più frequente e smodato delle querele temerarie. Modo per imbavagliare proprio la libertà di stampa che i giornalisti sono impegnati a difendere, con gli stessi editori, a livello nazionale.
Comitato di redazione del Tirreno
Associazione stampa toscana
Federazione nazionale della stampa