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Cdr 18 Mag 2007

Il Comitato di redazione de l’Unità al ministro Bindi: “Nessuno ci riduca a organo di partito”

"Seguiamo con attenzione le dichiarazioni del ministro Bindi sulla futura testata del Partito democratico, ieri sul Magazine del Corriere della sera, oggi addirittura durante una conferenza stampa. Cogliamo la manifestazione d'interesse, che apprezziamo, ma anche qualcosa che ci allarma.

"Seguiamo con attenzione le dichiarazioni del ministro Bindi sulla futura testata del Partito democratico, ieri sul Magazine del Corriere della sera, oggi addirittura durante una conferenza stampa. Cogliamo la manifestazione d'interesse, che apprezziamo, ma anche qualcosa che ci allarma.

Ci sembra un po' leggero parlare di chiusure, fusioni, riaperture, addirittura nuove testate e sottotitoli come se fosse un nuovo risiko editoriale. La questione riguarda la vita di persone in carne e ossa e delle loro famiglie, ma anche la storia lunga e gloriosa di una testata, l'Unità, nata nel 1924 per opera di Antonio Gramsci, di cui ricorre il settantesimo della morte. Tanto basta per dire che dieci righe di agenzia e un inciso in una intervista sono troppo e troppo poco. Le considerazioni del ministro Bindi ci portano anche a ribadire che l'Unità segue con interesse giornalistico la formazione del Partito democratico. Lo stesso interesse con il quale racconta quel che accade nel resto della sinistra. Interessati e autonomi, perché una cosa è certa: né vecchie testate, né ipotetiche new entry potranno mai ridurre l'esperienza dell'Unità e dei suoi giornalisti ad organo di un partito". Lo afferma con una nota il Cdr de l'Unità sulle dichiarazioni del ministro per la Famiglia Rosy Bindi. (AGI)

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