Insieme alle associazioni territoriali coinvolte, Fnsi segue con grande attenzione quanto sta accadendo a Editoriale Nazionale, la cui quota di maggioranza sarà rilevata dalla società Lmdv Capital che fa riferimento a Leonardo Maria Del Vecchio.
Negli ultimi 20 anni quella del gruppo Riffeser è stata una storia di tagli editoriali e di riduzione del reddito dei lavoratori tutti, non solo dei giornalisti. La speranza è che adesso si cambi il paradigma, che si parli di più del valore dell’informazione professionale e che si pensi al suo futuro, che si dia respiro alle testate del gruppo, mantenendo il perimetro occupazionale e il radicamento territoriale.
Con i Cdr e i colleghi delle associazioni, Fnsi chiederà garanzie e trasparenza alla nuova proprietà, piani di rilancio, tutela dei posti di lavoro e dei diritti dei lavoratori.
Editoriale Nazionale, i Cdr: «Vigilare sul passaggio di proprietà»
«Tutela dei posti di lavoro, valorizzazione delle cronache sia nazionali che locali, investimenti nel giornalismo di qualità per rilanciare e tutelare testate storiche che quotidianamente garantiscono informazione in territori importanti come Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Liguria, Umbria e Lazio. È questo che chiedono i giornalisti di Quotidiano nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Quotidiano.net che si sono riuniti ieri sera fino a tarda ora in assemblea dopo l'annuncio dell'accordo raggiunto per la vendita della quota di maggioranza di Editoriale Nazionale alla società Lmdv che fa riferimento a Leonardo Maria Del Vecchio». Lo si legge in una nota diffusa venerdì 23 gennaio 2026 dal Coordinamento dei Comitati di redazione di Quotidiano nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Quotidiano.net.
Il comunicato prosegue: «I comitati di redazione hanno riportato alla redazione - oltre 300 colleghi tra articoli 1, 2, 12, 35, 36 e collaboratori - l'esito di un incontro avuto poche ore prima con l'editore Andrea Riffeser Monti, la direttrice Agnese Pini e i manager del Gruppo, dove era stato annunciato l'accoglimento dell'offerta vincolante per entrare in società. I Cdr hanno ribadito all’editore che servono garanzie appunto sulla tutela dei posti di lavoro, sulla difesa delle buste paga (anche delle fasce più deboli, come gli articoli 2, 12 e i collaboratori), sul radicamento sul territorio dei giornali – che hanno redazioni in tantissime città -, sul rilancio delle cronache nazionali e dei siti internet che necessitano di investimenti in giornalisti e tecnici. L’assemblea ha salutato con favore il passaggio di proprietà, proprio perché il Gruppo arriva da anni di ridimensionamento delle buste paga (attraverso gli ammortizzatori sociali), delle redazioni (con prepensionamenti e assunzioni non numericamente adeguate), e di riduzione dei compensi dei collaboratori fissi e dei corrispondenti: un mix letale che non ha scalfito la qualità dell’informazione offerta ai lettori solo grazie all’impegno straordinario dei giornalisti. Insomma, da troppo tempo mancano progetti seri e concreti per dare una prospettiva a un Gruppo storico, sia sulla carta sia sul digitale. Per questo motivo, l’assemblea ha ribadito al Comitato di redazione la necessità di essere costantemente informata sulla trattativa, perché i punti da definire sono ancora molti».
I Cdr «apprezzano le parole di Leonardo Maria Del Vecchio che ha assicurato che ci sarà, una volta ultimati i passaggi formali, un confronto con giornalisti, redazioni e Comitati di redazione per costruire un percorso condiviso, rispondendo che sono comunque operazioni previste dalla normative e che quello che è mancato negli anni nel Gruppo è stato appunto una discussione costruttiva su come dare nuovo slancio alle testate; purtroppo l’unica parola d’ordine è stata quella dei tagli e dell’arretramento, una politica controproducente che si è sempre riversata negativamente solo sulle redazioni. Ora i Cdr – si conclude la nota - vigileranno sui passaggi di proprietà insieme con gli altri sindacati perché mai come ora è necessario un cambio di passo per dare un futuro al Gruppo e ai giornalisti che ci lavorano».
Editoriale Nazionale, l’Aser con il Sigim: «Chiediamo tutela dei posti di lavoro, investimenti e piani di rilancio»
Sul passaggio di proprietà della quota di maggioranza del Gruppo Editoriale Nazionale si sono espressi in una nota anche l’Aser e il Sigim, assieme a Rsu Editoriale Nazionale e Csp, Slc Cgil Bologna, Milano e Firenze, Slc Cgil Segreteria Nazionale, Fistel Cisl ER, Firenze e Milano e Uilcom Uil Bologna e Firenze: «Tutela dei posti di lavoro, investimenti e piani di rilancio. È questo che chiediamo dopo l'annuncio dell'accordo raggiunto per la vendita della quota di maggioranza di Editoriale Nazionale alla società Lmdv che fa riferimento a Leonardo Maria Del Vecchio. Speriamo che l’arrivo di una nuova proprietà possa rilanciare un Gruppo che negli anni ha solo tagliato e ridotto il personale e le buste paghe dei dipendenti (anche attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e prepensionamenti), però ora servono garanzie sul futuro di tutti i lavoratori e soprattutto trasparenza».
La nota prosegue: «Per questo motivo l’incontro già chiesto alla Proprietà, oggi è più che mai urgente per chiarire la situazione e soprattutto capire quali sono nel dettaglio le società del Gruppo interessate dall’ingresso del nuovo socio e la tutela dell’intero perimetro oggetto dell’acquisizione, anche della società del Gruppo Monrif che si occupa della stampa e che dalle notizie attuali sembra incredibilmente non far parte dell’operazione».
I rappresentanti sindacali concludono: «Ricordiamo che il Gruppo Monrif opera in regioni importanti come l’Emilia-Romagna, la Lombardia, le Marche, la Toscana, la Liguria, l’Umbria e il Lazio, che ha centinaia di dipendenti (tra giornalisti, poligrafici e tecnici) e quindi auspichiamo che anche le istituzioni tengano alta l’attenzione sulla trattativa per evitare la perdita di posti di lavoro o la penalizzazione di alcuni dipendenti».
Ast: «Salvaguardare le redazioni e la territorialità de La Nazione»
L'Associazione Stampa Toscana, attraverso il presidente, Sandro Bennucci, e tutti gli organismi dirigenti del sindacato dei giornalisti, «preso atto dell'"offerta vincolante" del Gruppo Lmdv di Leonardo Del Vecchio per l'acquisizione della quota di maggioranza dell'Editoriale Nazionale detenuta da Andrea Monti Riffeser (anche presidente della Fieg) s'impegna a chiedere alla nuova proprietà, insieme alla Fnsi, alle altre assostampa regionali coinvolte e al Comitato di redazione, non solo la salvaguardia dei posti e delle condizioni di lavoro dei giornalisti, ma anche la tutela della peculiarità di giornali, come "La Nazione", fortemente radicati nel territorio».
L’Ast prosegue: «Passata dagli eredi di Bettino Ricasoli all'editore Egidio Favi e, oltre 60 anni fa ad Attilio Monti e, quindi, negli anni Novanta, al nipote Andrea Riffeser, "La Nazione" ha avuto, dalla sua fondazione (19 luglio 1859), un ruolo fondamentale per la cronaca, la vita e lo sviluppo della sua ampia zona di diffusione (dalla provincia di La Spezia all'ultima propaggine dell'Umbria, comprendendo ovviamente l'intera Toscana) grazie al suo fortissimo radicamento sul territorio, dovuto alla capillare diffusione delle sue redazioni».
Il sindacato toscano conclude: «Ed è proprio quel radicamento e quelle redazioni che Assostampa toscana intende fortemente preservare, naturalmente d'intesa con il Coordinamento dei comitati di redazione del Gruppo, con il Comitato di redazione de "La Nazione" e tutte le componenti sindacali della Fnsi che siederanno ai tavoli».(anc)