A Gaza, prima del 7 ottobre, erano 23 le stazioni radio locali che operavano in tutto il territorio. Dopo la guerra scatenata dagli attacchi di Hamas contro Israele non ne è rimasta nessuna. Ora Rami Al-Sharafi, direttore di Zaman 90.60 FM, sta lavorando a Gaza per riprendere le trasmissioni «uno sforzo fragile ma determinato in mezzo a un'immensa distruzione» dichiara l'Onu che esalta questo risultato in occasione della Giornata Mondiale della radio, che si celebra oggi.
«La radio è sempre stata più di un semplice mezzo di comunicazione. È un pilastro della libertà di espressione. La radio promuove la diversità culturale. Contribuisce all'educazione, all'inclusione e al dialogo. E nei momenti di crisi, così come nella vita quotidiana, rimane una delle fonti di informazione più affidabili e accessibili, in particolare per chi è spesso emarginato» ha dichiarato il direttore generale dell'Unesco, Khaled El-Enany. Ma oggi, ha aggiunto, «la radio affronta profondi cambiamenti». L'ascesa dell'intelligenza artificiale, secondo El-Enany, rappresenta una delle sfide più grandi in questo campo. «Utilizzata in modo etico, l'IA può aiutare la radio a fare ciò che sa fare meglio: connettere le persone e rafforzare la fiducia del pubblico - ha detto ancora il direttore dell'Unesco - Tuttavia, questa stessa tecnologia, se usata in modo improprio, può diffondere disinformazione e offuscare il confine tra verità e manipolazione». «Ciò che è in gioco è l'essenza stessa della radio: la sua credibilità, la sua integrità e l'umanità della sua voce - ha concluso - Assicuriamoci che la radio continui a informare con integrità, creare legami con empatia e parlare con una voce umana».
Proclamata nel 2011 dall'Unesco e approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2012, la Giornata Mondiale della radio ricorda la data della creazione della Radio delle Nazioni Unite nel 1946. I programmi trasmessi da allora fanno parte di UN Radio Classics, un archivio online di programmi che permettono di rivivere momenti storici chiave delle Nazioni Unite e del mondo durante la seconda metà del ventesimo secolo, oltre a poter ascoltare le voci di uomini politici da Mandela a Gorbaciov, da Kennedy a Fidel Castro, ad Arafat o di artisti come Audrey Hepburn, Kirk Douglas, Bing Crosby o Marlon Brando. (Ansa, 13 febbraio 2026)