«L'esame del decreto milleproroghe alla Camera volgerà al termine entro poche ore. Le rappresentanze sindacali di Radio Radicale, Cdr, Snater e Cgil, ricordano al governo e a tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e opposizione, che non abbiamo più tempo. Il mancato inserimento del rinnovo del servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari, ma anche qualsiasi riduzione del corrispettivo per questo servizio, in vent'anni mai adeguato al costo della vita, salito del 30% (dato Istat), avranno l'effetto di determinare la chiusura di Radio Radicale, contraddicendo nei fatti l'impegno preso dalla presidente Meloni a inizio anno». Lo si legge in un comunicato congiunto delle rappresentanze sindacali pubblicato sul sito web di Stampa Romana giovedì 19 febbraio 2026.
Cdr, Snater e Cgil concludono: «Ci rivolgiamo quindi alla politica tutta perché si assuma le proprie responsabilità: garantire a Radio Radicale di poter continuare a espletare il servizio per cui è riconosciuta come "impresa radiofonica che svolge attività di informazione di interesse generale", oppure decretarne la chiusura, nell'anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario dell'inizio delle trasmissioni». (anc)