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Askanews, sciopero contro il licenziamento di un giornalista
Vertenze 27 Ott 2026

Askanews, sciopero contro il licenziamento di un giornalista. La Fnsi al fianco dei colleghi

L'assemblea dei redattori dell'agenzia di stampa ha proclamato 24 ore di astensione dal lavoro a partire dalle 7 di mercoledì 28 ottobre. «Di fronte alla richiesta unanime di ritiro del provvedimento, non è arrivata alcuna apertura da parte dell'azienda e della direzione», la denuncia dei lavoratori.

L'assemblea dei redattori di Askanews proclama uno sciopero di 24 ore, a partire dalle 7 di mercoledì 28 ottobre 2026, contro la decisione dell'azienda di licenziare un collega della redazione di Milano. «Di fronte alla richiesta unanime di ritiro immediato del provvedimento, non è arrivata alcuna apertura da parte dell'azienda e della direzione che anzi hanno diffuso una nota di precisazioni dal contenuto peraltro in contraddizione con quanto comunicato formalmente al Cdr», spiega una nota dei giornalisti dell'agenzia di stampa.

«L'assemblea - si legge ancora - rinnova l'invito a ritirare il provvedimento ritenuto totalmente ingiustificabile e preoccupante per la genesi e le modalità con cui è stato portato avanti: la decisione di licenziare in tronco un collega per presunte ragioni disciplinari, scaturita da lamentele sollevate da un soggetto esterno, a quanto risulta un'agenzia di comunicazione, a fronte delle quali l'azienda ha fatto prevalere evidentemente la relazione commerciale alla tutela del giornalista».

La redazione ricorda poi che «l'autonomia dei giornalisti è garantita dalla legge professionale e dal contratto collettivo di lavoro. Una vicenda di questo genere - proseguono i lavoratori - rappresenta a nostro giudizio un attacco violento a questo fondamentale pilastro della professione. Si tratta di un presidio che non è solo posto dalle norme vigenti a garanzia di un diritto dei lavoratori del nostro settore, ma a garanzia della libertà di informazione stessa».

L'assemblea dei giornalisti di Askanews, infine, «dà mandato al Comitato di redazione a rivolgere un pubblico appello alle organizzazioni della categoria e alle istituzioni perché esercitino la necessaria vigilanza su una gravissima decisione dell'azienda».

Al fianco dei redattori di Askanews si schiera la Federazione nazionale della Stampa italiana, che con i colleghi «condivide la preoccupazione nei confronti di un'azienda che preferisce proteggere relazioni commerciali invece che tutelare un giornalista. Non ci risulta - rileva il sindacato - che tra le cause di licenziamento per giusta causa di un giornalista ci possa essere 'ha trattato male un ufficio stampa'. La redazione fa bene a protestare perché un comportamento del genere è sintomo di un'azienda che non tiene in grande considerazione i giornalisti. Se invece alla base del licenziamento ci sono altri motivi l'azienda farebbe bene a spiegarli per renderli comprensibili». (mf)

@fnsisocial

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