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Un momento dell'assemblea
Associazioni 21 Ott 2026

Ad Aosta l’assemblea generale dell’Asva. Costante: «Prosegue la battaglia per la dignità del lavoro giornalistico»

La segretaria generale della Fnsi: «La riforma dell’Ordine non aiuta i giornalisti, ma finisce di seppellire una professione che già vive male». Il presidente dell’Inpgi, Roberto Ginex: «Il nostro è un istituto sano».

«I nemici della professione non sono solo fuori dalla porta. Sono anche coloro che si inventano strane riforme per cui i giornalisti professionisti invece della esclusività professionale possono tranquillamente vedersi applicare il concetto della prevalenza. Ovvero: un po’ faccio il giornalista un po’ altro, come il comunicatore, con buona pace dell’etica e della deontologia». A dirlo, durante l’assemblea generale ordinaria dell’Associazione Stampa Valdostana, ad Aosta mercoledì 21 ottobre 2026, la segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana Alessandra Costante. Che ha aggiunto: «Cosa significa ‘prevalente’? Qual è la caratteristica della prevalenza professionale? Oggi l’Ordine dei giornalisti deve completare la riforma della professione, compresa questa stravagante visione del giornalismo professionistico e mandarlo al ministero della Giustizia. Mi auguro che i colleghi del Cnog sappiamo farsi ascoltare. Questa riforma non aiuta i giornalisti, ma finisce di seppellire una professione che già vive male».

«Svendere la professione non fa aumentare il numero dei contratti - ha detto ancora Costante -. Oggi si tratta di far capire agli editori la centralità dell’informazione. E non possiamo essere arrendevoli. Dobbiamo tenere assieme le due battaglie fondamentali della professione: la difesa del contratto e dei suoi diritti, che gli editori definiscono ‘privilegi’, da un lato, e quella sull’equo compenso per i collaboratori e i lavoratori a partita Iva».

La segretaria generale della Fnsi ha concluso: «La nostra battaglia sull’equo compenso va sotto un grande ombrello, quello della dignità del lavoro giornalistico. Perché è così che, in Italia, è morta l’informazione e la nostra professione».

Durante l’assemblea, il presidente dell’Inpgi Roberto Ginex ha spiegato che l’istituto che presiede «accompagnerà con il sostegno al reddito. Lo sforzo di tutti, a partire dalla governance, è quello di trasmettere un messaggio fondamentale, rivolto soprattutto ai più giovani: oggi, facendo il giornalista in questo momento storico, da partita Iva da collaboratore Co.co.co, o da una doppia posizione, bisogna costruire, piano piano il proprio ‘castelletto’ previdenziale».

Ginex ha aggiunto che l’Inpgi «sicuramente è un istituto sano che chiude i bilanci in attivo - ha aggiunto -. Certo, le ricongiunzioni hanno portato diversi flussi in entrata, ma di certo erogheremo delle pensioni».

Il vicepresidente dell'Inpgi Mattia Motta si è concentrato sulle prestazioni di welfare che Inpgi eroga, ma che vanno richiesti. Una questione di consapevolezza, secondo lui: «Pensiamo alle indennità di malattia e degenza ospedaliera dei cococo - ha spiegato -. Nel 2025 abbiamo erogato solo 5mila euro ai colleghi, quest’anno ne spendiamo 42 mila. Meno male, vuol dire che abbiamo fatto passare il messaggio che i servizi vanno richiesti: è un nostro diritto-dovere. Le prestazioni vanno conosciute e i delegati territoriali sono cruciali su questo, strategici. Ci sono anche i prestiti funzionali, parliamo di 2.400 euro di credito, ovvero 100 euro al mese per 24 mesi per comprare software, hardware e aumentare la competitività nel mercato del lavoro dei freelance. Sono servizi che vanno chiesti, quindi conosciuti».

@fnsisocial

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