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Uffici Stampa 16 Nov 2005

Selezione per l’ufficio stampa della Giunte Regionale, Assostampa Marche:

In relazione all'annunciata selezione di giornalisti per l'ufficio stampa della Giunta regionale Marche, oggetto di precedente comunicato in data 7 novembre, il Sindacato giornalisti marchigiani ritiene di intervenire nuovamente sia al fine di focalizzare l'attenzione dei colleghi sui termini vessatori del bando sia al fine di ribadire le proprie crescenti perplessità sull'intera vicenda.

In relazione all'annunciata selezione di giornalisti per l'ufficio stampa della Giunta regionale Marche, oggetto di precedente comunicato in data 7 novembre, il Sindacato giornalisti marchigiani ritiene di intervenire nuovamente sia al fine di focalizzare l'attenzione dei colleghi sui termini vessatori del bando sia al fine di ribadire le proprie crescenti perplessità sull'intera vicenda.

Il 17 ottobre 2005, senza alcuna preventiva informativa al sindacato giornalisti, che avrebbe potuto fornire adeguata consulenza, la Giunta regionale Marche ha approvato la deliberazione n. 1212 per l'indizione di una selezione pubblica per titoli ed esami per la formazione di una graduatoria per l'assunzione di giornalisti - qualifica redattore - con rapporto di lavoro a termine e con trattamento economico del contratto nazionale di lavoro dei giornalisti. La pubblicazione della delibera è avvenuta sul B.u.r. del 4 novembre n° 97. Mentre ieri sul B.u.r. n° 98 del 10 novembre 2005 (consultabile dal sito www.regione.marche.it), il dirigente del Servizio, Mauro Terzoni, ha decretato l'effettiva pubblicazione del bando riservato a giornalisti professionisti da almeno cinque anni in possesso di diploma di laurea (vecchio ordinamento) o di laurea specialistica (nuovo ordinamento). Le domande andranno inoltrate al Presidente della Regione Marche - Servizio Personale - via Tiziano 44, 60125 Ancona entro lunedì 21 novembre (primo giorno feriale dopo il decimo giorno dalla pubblicazione del bando avvenuta ieri). Riassunta la questione, il Sigim - Sindacato Giornalisti Marchigiani - si vede costretto a rinnovare la sua ferma protesta nei confronti della Giunta regionale Marche per le modalità e i termini con i quali è stata gestita l'intera vicenda. Tolti i sabati e le domeniche, il bando sarà di fatto aperto per poco più di una settimana lavorativa. Una scelta che rischia di ridurre drasticamente e ingiustamente il campo dei partecipanti anziché rendere davvero ampia e trasparente la selezione, come il testo della stessa delibera del 17 ottobre 2005 - a parole - si augura. Stupisce in particolare la dichiarata urgenza di assunzione di personale giornalistico, in tempi così rapidi, visto che da anni la Regione, pur in ristrettezze di organico, non bandiva selezioni preferendo inserire nei vari uffici stampa personale interno proveniente da altri settori della pubblica amministrazione. Ora perché tutta questa fretta per la costruzione di una graduatoria di assunzione a tempo determinato quando la delibera del 17 ottobre scorso non offre alcuna indicazione né sul numero dei giornalisti da assumere né sui tempi della loro assunzione e anzi demanda a successivo provvedimento ogni decisione? Tanto più che, secondo l'ordinaria prassi amministrativa, qualsiasi bando, anche il più urgente, deve restare aperto almeno un mese. Entrando nello specifico della delibera, il Sigim conferma di aver rilevato vistose incongruenze che rischiano di inficiare la selezione. Nell'ordine: 1) si ammettono al concorso solo i giornalisti professionisti laureati, iscritti all'elenco da cinque anni, quando la legge 150/2000 dà libero accesso nelle strutture giornalistiche della pubblica amministrazione anche ai pubblicisti e ai professionisti tout court (non importa da quanto tempo, non importa se laureati o meno); 2) i professionisti sono tali in virtù del superamento dell'esame di Stato, cui la laurea non può quindi sovrapporsi come prerequisito di ammissione, ma solo come giusto titolo di merito aggiuntivo valutabile separatamente: procedere in altro modo significa discriminare una parte importante di una categoria professionale che solo dall'iscrizione all'Ordine dei giornalisti trae la sua legittimazione a operare sul mercato del lavoro offrendo i titoli necessari; 3) il metodo distorto utilizzato dalla Giunta per filtrare la partecipazione attraverso un titolo di studio professionalmente non richiesto, esclude dalla partecipazione una notevole percentuale dei giornalisti italiani; centinaia di assunti nei quotidiani nazionali e decine di giornalisti marchigiani non potranno aderire al bando, al contrario di un qualsiasi redattore laureato di una qualsiasi rivista tecnica o specializzata che potrebbe invece serenamente partecipare; 4) ai fini della selezione appare criticabile e fuorviante anche la determinazione dei punteggi assegnati ai cosiddetti titoli di studio e specializzazione professionale, ai titoli professionali, ai titoli vari, per non parlare dei curricula (la cui valutazione è rimessa in toto alla discrezionalità della Commissione): fatta salva la prova d'esame, la selezione per titoli non appare quindi funzionale all'emersione di profili lavorativi ben definiti che tengano nel giusto peso le qualifiche contrattuali eventualmente esercitate e documentalmente dimostrabili (appena 2 punti, l'equivalente di un Master - magari estraneo ai temi del giornalismo - è il punteggio garantito per questo segmento di valutazione); 5) la delibera appare imprecisa anche nella definizione del giornalista da assumere: a norma di contratto nazionale di lavoro di categoria la qualifica di "redattore" , indicata dalla Giunta, non esiste: esistono il "redattore meno 30 mesi di anzianità professionale" e il "redattore ordinario" (con minimi tabellari, tra l'altro, assai diversi): a quale figura si riferisce il bando? Ce n'è quanto basta - crediamo - per porsi parecchie domande. Il Sigim si vede quindi costretto a ribadire che modalità e termini dell'intera vicenda suggeriscono sensazioni non piacevoli e si riserva di assumere ogni iniziativa utile a tutela della categoria e dei colleghi ingiustamente esclusi dalla selezione. Ancona, 11 novembre 2005

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