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Rai 04 Ago 2005

Rai, Enzo Biagi: “Serve un’informazione più libera” Walter Veltroni: “Basta con la tv della futilità” Vittorio Emiliani: “Basta al trattamento umiliante della grande musica”

'Per risollevare la Rai servirebbe un'informazione più libera e una conduzione più efficiente''. Lo ha dichiarato il giornalista Enzo Biagi in un'intervista con ''Il Mattino''.

'Per risollevare la Rai servirebbe un'informazione più libera e una conduzione più efficiente''. Lo ha dichiarato il giornalista Enzo Biagi in un'intervista con ''Il Mattino''.

''Per risollevare la Rai servirebbe un'informazione più libera e una conduzione più efficiente''. Lo ha dichiarato il giornalista Enzo Biagi in un'intervista con ''Il Mattino''. ''La perdita del calcio è imperdonabile, il segno della crisi - ha aggiunto Biagi - Non si può più riparare: che fai, racconti la partita per radio? Sarebbe come se un giornale, all'ora di andare in macchina, si trovasse senza i rotoli di carta''. ''Ringrazio molto il neo presidente Rai Claudio Petruccioli per aver pensato a me e per tutto quello che ha detto. Mi ripaga di molte passate amarezze - ha detto ancora il giornalista commentando le scuse fattegli dal neo presidente Rai Claudio Petruccioli per come il conduttore del programma d'informazione ''Il Fatto'' è stato trattato dall'azienda - E lo ringrazio anche perché, a differenza di molti, non mi considera come se fossi uno marchiato, uno da evitare. Però devo dire che sono contento del mio marchio: nel generale conformismo che vedo in giro, è un segno da portare a testa alta''. Sulla possibilità di condurre di nuovo ''Il Fatto'', Enzo Biagi ha concluso: ''M'interesserà ancora solo se potrò fare un programma che mi assomigli molto; non sento alcuna necessità di autocelebrarmi. Non ho bisogno di mostrare la mia faccia: vedo in giro tanti cretini che lo fanno. Essere cretini in proprio è una cosa, farlo per conto di terzi mi sembra un eccesso di devozione''. (Adnkronos) Roma, 4 ago. (Adnkronos)- ''Non bisogna avere paura di 'sorella televisione'. Bisogna temere quando è poca, piccola, uguale e controllata da limitate mani. Bisogna avere fiducia. Più ce n'è, meglio sarà''. Questa la conclusione dell'intervento 'Basta con la tv della futilità -appunti per la Rai' di Walter Veltroni sul 'Corriere della Sera', in cui il sindaco di Roma osserva che la tv ''in questi vent'anni è entrata ovunque'' e che nelle immagini tv ''il mondo oggi lascia traccia quotidiana di sé''. Per Veltroni tutte le immagini attendono ''un'intelligenza'' che le organizzi: ''ciò di cui hanno bisogno le immagini del nostro tempo'' è dell'intelligenza complessiva delle cose : ''è questa -scrive il sindaco della capitale- una delle grandi funzioni di una televisione intelligente''. ''Proviamo, per una volta, a pensare che la televisione non sia solo una fabbrica di fesserie, di futilità, di volgarità. Ciò che è, spesso'', osserva poi Veltroni, ricordando che ''esiste un atto di nascita della Tv. Quello che tutti ricordiamo con nostalgia, perché eravamo più giovani, perché era una televisione, la Rai in Italia, davvero bella. Capace di informare, divertire, educare. Uno dei più importanti fattori di modernizzazione e di unificazione nazionale che siano mai stati conosciuti. Quella televisione era divertente e colta -scrive- e sembrava interpretare dinamicamente il suo tempo mentre quella di oggi sembra inseguirlo passivamente e stancamente''. ''Forse ora comincia un tempo nuovo -scrive poi Veltroni nel suo intervento sul 'Corriere della Sera'- La tecnologia, di nuovo, può generare libertà. E la vecchia televisione generalista comincia a lasciare il campo alla differenziazione dei pubblici che possono così tornare ad essere composti da spettatori e non solo da consumatori''. Veltroni plaude poi al neo presidente della Rai, Claudio Petruccioli, che ''ha giustamente indicato Sergio Zavoli come uno dei suoi modelli''. ''Insieme con Paolo Grassi Zavoli è stato uno dei grandi presidenti della Rai quando era grande'', sottolinea poi il sindaco della capitale che dice di aver apprezzato di recente anche ''un meraviglioso programma della Bbc'' sulla Jugoslavia trasmesso da Planet ''uno dei più vitali canali televisivi nuovi''. Quanto alla 'Notte della Repubblica'' di Zavoli, avverte Veltroni, ''se gli storici un giorno dovranno capire, un giorno, quel tempo assurdo, dovranno necessariamente tornare a quelle immagini televisive, più forti e inevitabilmente più complete di tante altre fonti''. (Adnkronos) ''Far cessare, col prossimo autunno-inverno, l'umiliante trattamento inflitto nei programmi Rai alla grande musica di ogni genere e tempo e ai suoi numerosi appassionati''. E' questa la richiesta dell'ex consigliere Rai, Vittorio Emiliani, ''al nuovo Consiglio di amministrazione, al nuovo presidente, al nuovo vertice aziendale'' di Viale Mazzini. L'appello di Emiliani, che sarà presentato oggi alla Rai, è stato sottoscritto da personalità non solo del mondo del teatro e della musica, ma anche del cinema e dell'arte, e da diversi intellettuali. ''Chiediamo -prosegue Emiliani- che la nostra emittente pubblica, ricordandosi del miliardo e mezzo di euro incassato annualmente col canone pagato dagli abbonati, dia spazio, in orari civili, ad una vera e continua stagione di opere e concerti, accompagnata da rubriche qualificate di spettacolo''. Secondo l'ex consigliere Rai, infatti, ''il trattamento che negli ultimi anni la Rai ha inflitto alla musica sinfonica, operistica, da camera, al balletto e anche al jazz è decisamente avvilente''. ''Soppressa la rubrica 'All'Opera!' condotta da Antonio Lubrano -osserva Vittorio Emiliani- restano gli sparuti concerti sinfonici, o qualche opera, il giovedì, rigorosamente dopo la mezzanotte, a volte all'1.30, e la rubrica 'Prima della prima' essa pure confinata a notte fonda, sempre su Raitre. Tutto qui. Nonostante che l'emittente pubblica ricavi dal canone pagato dagli utenti oltre la metà delle proprie entrate -sottolinea l'ex consigliere- essa si comporta peggio della stessa Mediaset la quale normalmente programma, senza canone di sorta, due appuntamenti musicali, al sabato e alla domenica mattina, in orario decoroso''. ''L'Orchestra Sinfonica Nazionale di Torino, il solo complesso musicale della Rai sopravvissuto dei quattro storicamente esistenti (e contro le numerose orchestre delle radiotelevisioni tedesca e inglese) -continua Emiliani- pur essendo fra le prime d'Italia per qualità, viene palesemente sottoutilizzata in tv. Essa è ormai diventata un'orchestra quasi soltanto radiofonica. Uno spreco culturale palese e inaccettabile''. Tra le personalità che hanno sottoscritto l'appello ci sono: Salvatore Accardo, Bruno Cagli (presidente di Santa Cecilia) Roman Vlad (presidente dell'Accademia Filarmonica di Roma), Carlo Fuortes (amministratore delegato di Musica per Roma), il compositore Fabio Vacchi, l'etoile Carla Fracci, i registi Filippo Crivelli e Beppe Menegatti e il regista di cinema e tv Marco Tullio Giordana, l'attrice Ottavia Piccolo, musicologi, organizzatori di festival musicali, scrittori, intellettuali, i magistrati Francesco Saverio Borrelli e Renato Caccamo, l'economista Paolo Sylos Labini. Tra i firmatari ci sono anche personalità del mondo della storia dell'arte, architetti, urbanisti e giornalisti. (Adnkronos)

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