CERCA
Cerca nelle notizie
Dal
Al
Cerca nel sito
Foto: ImagoEconomica/Fnsi (particolare)
Internazionale 14 Ott 2026

Radio Popolare, Israele revoca il visto all'inviata Martina Stefanoni. La solidarietà della Fnsi

La giornalista era in partenza per Tel Aviv per coprire le elezioni del 27 ottobre. Aveva già ottenuto anche l'accreditamento ufficiale da parte del Government Press Office. La direttrice dell'emittente, Lorenza Ghidini: «Censura preventiva. E non è l'unico caso». La segretaria generale Costante: «Trattamento discriminatorio».

Il governo israeliano ha revocato il visto di ingresso alla giornalista di Radio Popolare Martina Stefanoni, in procinto di partire per Tel Aviv per coprire le elezioni del 27 ottobre. Ne dà notizia la stessa emittente milanese con una nota pubblicata sul proprio sito web mercoledì 14 ottobre 2026.

Stefanoni, che già l'anno scorso era stata in Israele, aveva in un primo tempo ottenuto il visto, oltre all'accreditamento ufficiale da parte del Government Press Office. A pochi giorni di distanza, è arrivata la revoca, accompagnata dalla scarna dichiarazione «le circostanze relative al suo caso sono cambiate».

Nessuna spiegazione è stata data a Radio Popolare nonostante il Ministero competente sia stato interpellato.

«Sappiamo che il caso di Martina non è l'unico, negli ultimi tempi: il Paese che si definisce 'l'unica Democrazia del Medio Oriente' sta censurando preventivamente il lavoro che i giornalisti di tutto il mondo vogliono dedicare alle elezioni, o alle aggressioni dei coloni in Cisgiordania, dopo averli tenuti fuori da Gaza perché l'operato delle Idf non fosse sotto i riflettori», denuncia la direttrice della radio, Lorenza Ghidini.

Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, esprime «piena solidarietà alla collega Martina Stefanoni per il trattamento discriminatorio riservatole da Israele, che conferma anche in questa occasione la forte intolleranza nei confronti della stampa libera. Peraltro - rimarca - da Israele stiamo ancora aspettando che consenta ai giornalisti internazionali di accedere alla Striscia di Gaza per raccontare tre anni di guerra contro Hamas, ma subita dalla popolazione palestinese». (mf)

@fnsisocial

Articoli correlati

Newsletter