Quanto il linguaggio giornalistico contribuisce a costruire l’immagine del Mezzogiorno? E quanto stereotipi e pregiudizi possono insinuarsi anche nell’informazione di qualità? Sono le domande al centro di “L’informazione (s)corretta: giornalismo e narrazione del Sud tra stereotipi e pregiudizi”, il corso di formazione in programma giovedì 17 settembre 2026, dalle 10 alle 14, nella Sala Tobagi della Federazione nazionale della Stampa italiana (via delle Botteghe Oscure 54, Roma).
L’iniziativa nasce dalla ricerca promossa dal Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II, l’Istituto di Media e Giornalismo dell’Università della Svizzera italiana di Lugano e l’Osservatorio europeo di giornalismo. La ricerca ha analizzato la copertura giornalistica del Mezzogiorno durante la pandemia da Covid-19, individuando temi, linguaggi e possibili elementi di pregiudizio nella narrazione del Sud.
Il corso proporrà una riflessione sul rapporto tra informazione, stereotipi, linguaggio e rappresentazione dei territori, attraverso i risultati della ricerca, casi concreti e il confronto tra mondo accademico e professione giornalistica. L’obiettivo è fornire strumenti per una narrazione più consapevole, rigorosa e rispettosa della complessità sociale, rafforzando al tempo stesso l’attenzione ai principi deontologici e alla responsabilità sociale dell’informazione.
Ad aprire i lavori saranno Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, e Claudio Silvestri, segretario aggiunto della Fnsi. Interverranno Stefano Bory, direttore di Funes del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II, Marco Pingitore, Università della Calabria, e Rosaria Lumino, sociologa dell’Università Federico II. A coordinare i lavori sarà Maria Cava, delegata del Sugc e componente del Consiglio di indirizzo generale dell’Inpgi.
Il corso dà diritto a tre crediti. Iscrizioni tramite la piattaforma formazionegiornalisti.it entro il 15 settembre. (anc)