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Immagine generata con l'intelligenza artificiale (Carlo Carino per ImagoEconomica)
Ordine 29 Gen 2026

Genova, giornalista segnalato dall'Ordine per l'uso dell'IA

Il cronista ha pubblicato un articolo con in calce un'annotazione collegata all'utilizzo di ChatGpt. Per la segretaria generale Fnsi, Alessandra Costante: «Un utilizzo inappropriato dell'intelligenza artificiale mina le fondamenta dell'informazione. Se sono i colleghi stessi a farsi sostituire dall'IA diventa difficile sostenere battaglie anche sindacali».

L'Ordine dei giornalisti della Liguria ha segnalato al Consiglio di disciplina un giornalista che ha pubblicato su una testata genovese un articolo con in calce un'annotazione collegata all'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella redazione del contenuto, in particolare il robot di conversazione ChatGpt.

In una nota diffusa anche sui sociali, il Consiglio dell'Ordine regionale invita i colleghi ad «un uso responsabile dell'IA e nel rispetto dell'articolo 19 del nuovo codice deontologico: l'intelligenza artificiale non può in alcun modo sostituire l'attività giornalistica. E quando vi si fa ricorso "la/il giornalista ne rende esplicito l'utilizzo nella produzione e nella modifica di testi, immagini e sonori, di cui assume comunque la responsabilità e il controllo, specificando il tipo di contributo"».

Secondo quanto riporta l'Ansa, giovedì 29 gennaio 2026, quello di Genova sarebbe il primo caso in Italia di un giornalista segnalato dall'Ordine per l'uso scorretto dell'intelligenza artificiale.

Sempre all'Ansa, la segretaria generale Alessandra Costante ricorda che «la Fnsi ha chiesto agli editori di regolamentare l'impiego dell'intelligenza artificiale nelle redazioni. Certo che - rileva - quando sono i giornalisti ad usarla male, tanto da finire deferiti alla commissione di disciplina, resta l'amaro in bocca».

Per Costante, «non è solo una questione di superficialità, è proprio non aver capito che un utilizzo inappropriato dell'IA mina le fondamenta stesse dell'informazione e della libertà di informazione. Il sindacato da sempre ribadisce agli editori che l'intelligenza artificiale non può sostituire i giornalisti, se poi sono gli stessi colleghi che si fanno sostituire dall'IA – conclude la segretaria generale Fnsi – diventa difficile sostenere battaglie anche sindacali». (mf)

@fnsisocial

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