L’Associazione della stampa Emilia-Romagna, in una nota diffusa lunedì 5 ottobre 2026, «esprime sconcerto per il bando del Comune di Ravenna che prevede sanzioni economiche per coloro che dovessero parlare con i giornalisti. Non sembra un grande esempio di trasparenza e democrazia ed è auspicabile che il Comune provveda a riformulare l’articolo 11 del “Capitolato speciale di appalto per l’affidamento dei servizi di contrasto alla povertà estrema”».
L’Aser prosegue: «È di tutta evidenza che trattandosi di persone fragili, ancorché adulte, il giornalista debba affrontare le delicate tematiche nel rispetto della dignità delle persone e della deontologia professionale. Appare però assolutamente incomprensibile che sia fatto “divieto a ciascun appaltatore aggiudicatario, nonché al personale impiegato, di fornire agli organi di informazione (stampa, radio, Tv, social media, blog, ecc.) qualsiasi notizia, dato, intervista o dichiarazione attinente al servizio svolto, se non preventivamente e formalmente autorizzato dalla stazione appaltante”, ovvero dal Comune. Le violazioni - viene specificato - comporteranno una sanzione pecuniaria».
Il sindacato regionale sottolinea che «l’impressione che se ne ricava è che con una disposizione di questo tenore il Comune voglia celare qualcosa: atteggiamento che per chi amministra la cosa pubblica non è di certo un bel biglietto da visita. L’Associazione stampa ritiene tuttavia che la disposizione inserita nel bando, impedendo di fatto ai giornalisti di svolgere correttamente il proprio lavoro tutelato dal dettato della Costituzione Italiana, sia assolutamente illegale, oltre che inopportuna e antidemocratica. Sarebbe pertanto doveroso – conclude la nota - un intervento tempestivo per porre rimedio alla grave anomalia». (anc)