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La sede del Resto del Carlino a Bologna (Foto: da google.it/maps)
Cdr 23 Gen 2026

Gruppo Editoriale Nazionale, i Cdr: «Vigilare sul passaggio di proprietà»

I giornalisti de il Resto del Carlino, La Nazione, Quotidiano nazionale, Il Giorno e Quotidiano.net si sono riuniti nella serata di giovedì 22 gennaio 2026. Il Coordinamento dei Comitati di redazione: «L’assemblea saluta con favore il passaggio a Lmdv Capital, ora cambio di passo»

«Tutela dei posti di lavoro, valorizzazione delle cronache sia nazionali che locali, investimenti nel giornalismo di qualità per rilanciare e tutelare testate storiche che quotidianamente garantiscono informazione in territori importanti come Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Liguria, Umbria e Lazio. È questo che chiedono i giornalisti di Quotidiano nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Quotidiano.net che si sono riuniti ieri sera fino a tarda ora in assemblea dopo l'annuncio dell'accordo raggiunto per la vendita della quota di maggioranza di Editoriale Nazionale alla società Lmdv che fa riferimento a Leonardo Maria Del Vecchio». Lo si legge in una nota diffusa venerdì 23 gennaio 2026 dal Coordinamento dei Comitati di redazione di Quotidiano nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Quotidiano.net.

Il comunicato prosegue: «I comitati di redazione hanno riportato alla redazione - oltre 300 colleghi tra articoli 1, 2, 12, 35, 36 e collaboratori - l'esito di un incontro avuto poche ore prima con l'editore Andrea Riffeser Monti, la direttrice Agnese Pini e i manager del Gruppo, dove era stato annunciato l'accoglimento dell'offerta vincolante per entrare in società. I Cdr hanno ribadito all’editore che servono garanzie appunto sulla tutela dei posti di lavoro, sulla difesa delle buste paga (anche delle fasce più deboli, come gli articoli 2, 12 e i collaboratori), sul radicamento sul territorio dei giornali – che hanno redazioni in tantissime città -, sul rilancio delle cronache nazionali e dei siti internet che necessitano di investimenti in giornalisti e tecnici. L’assemblea ha salutato con favore il passaggio di proprietà, proprio perché il Gruppo arriva da anni di ridimensionamento delle buste paga (attraverso gli ammortizzatori sociali), delle redazioni (con prepensionamenti e assunzioni non numericamente adeguate), e di riduzione dei compensi dei collaboratori fissi e dei corrispondenti: un mix letale che non ha scalfito la qualità dell’informazione offerta ai lettori solo grazie all’impegno straordinario dei giornalisti. Insomma, da troppo tempo mancano progetti seri e concreti per dare una prospettiva a un Gruppo storico, sia sulla carta sia sul digitale. Per questo motivo, l’assemblea ha ribadito al Comitato di redazione la necessità di essere costantemente informata sulla trattativa, perché i punti da definire sono ancora molti».

I Cdr «apprezzano le parole di Leonardo Maria Del Vecchio che ha assicurato che ci sarà, una volta ultimati i passaggi formali, un confronto con giornalisti, redazioni e Comitati di redazione per costruire un percorso condiviso, rispondendo che sono comunque operazioni previste dalla normative e che quello che è mancato negli anni nel Gruppo è stato appunto una discussione costruttiva su come dare nuovo slancio alle testate; purtroppo l’unica parola d’ordine è stata quella dei tagli e dell’arretramento, una politica controproducente che si è sempre riversata negativamente solo sulle redazioni. Ora i Cdr – si conclude la nota - vigileranno sui passaggi di proprietà insieme con gli altri sindacati perché mai come ora è necessario un cambio di passo per dare un futuro al Gruppo e ai giornalisti che ci lavorano». (anc)

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